Vai ai Contenuti - Go to content Vai alla Navigazione - Go to navigation Vai alla Ricerca - Go to search
AGENSU :: Agenzia d'informazione telematica per la storia e le Scienze Umane

Scienziati ed Umanisti nella “Serenissima” tra Medioevo ed Età Moderna, seconda edizione · 2 aprile 2009, 00:29 by Angelo Gambella

Si è svolta nella settimana dal 23 al 29 marzo la seconda edizione del Seminario di studio Scienziati ed Umanisti nella “Serenissima” tra Medioevo ed Età Moderna.
L’evento ha avuto luogo per la XIX Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica del MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Organizzato direttamente online da SISAEM – Società Internazionale per lo Studio dell’Adriatico nell’Età Medievale, in collaborazione con Medioevo Italiano Project e Drengo Srl, il Seminario è stato rivolto agli Studenti delle scuole secondarie di II grado, agli studenti universitari, ai Docenti e a tutti gli interessati.

Il laboratorio telematico della SISAEM ha proposto testi e strumenti didattici nell’ambito delle scienze storiche e della storia delle scienze. Obiettivo del laboratorio didattico è stata la diffusione della conoscenza di alcune figure di umanisti e scienziati attivi nella Repubblica di Venezia, originari del Veneto, dell’Istria e della Dalmazia.

Beda il Venerabile nell'udienza di Benedetto XVI · 18 febbraio 2009, 18:25 by Angelo Gambella

Papa Benedetto XVI ha dedicato a Beda il Venerabile, la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di oltre 15.000 persone.

San Beda nacque in Northumbria, nel Nord-Est dell'Inghilterra, nell'anno 672/673. All'età di 7 anni i suoi parenti lo affidarono all'abate del vicino monastero benedettino perché venisse educato. "Di fatto, Beda divenne" - ha precisato il Santo Padre - "una delle più insigni figure di erudito dell'alto Medioevo. (...) L'insegnamento e la fama degli scritti gli procurarono molte amicizie con le principali personalità del suo tempo, che lo incoraggiarono a proseguire nel suo lavoro da cui in tanti traevano
beneficio".

"Le Sacre Scritture sono la fonte costante della riflessione teologica di Beda. (...) Egli commenta la Bibbia leggendola in chiave cristologica, cioè riunisce due cose: da una parte ascolta che cosa dice esattamente il testo (...); dall'altra parte, è convinto che la chiave per capire la Sacra Scrittura come unica Parola di Dio è Cristo e con Cristo, nella sua luce, si capisce l'Antico e il Nuovo Testamento come 'una' Sacra Scrittura. Le vicende dell'antico e del Nuovo Testamento vanno insieme, sono cammino verso Cristo, benché espresse in segni e istituzioni diverse (è quella che egli chiama 'concordia sacramentorum')".

"E come per la costruzione dell'antico tempio contribuirono anche genti pagane, mettendo a disposizione materiali pregiati e lesperienza tecnica dei loro capimastri, così all'edificazione della Chiesa contribuiscono apostoli e maestri provenienti non solo dalle antiche stirpi ebraica, greca e latina, ma anche dai nuovi popoli, tra i quali Beda si compiace di enumerare gli Iro-Celti e gli Anglo-Sassoni".

"Un altro tema amato da Beda è la storia della Chiesa" - ha ricordato Benedetto XVI - "Nei 'Chronica Maiora' Beda traccia una cronologia che diventerà la base del Calendario universale 'ab incarnatione Domini' (...). Infine redige con rigore documentario (...) la 'Storia Ecclesiastica dei Popoli Angli', per la quale è riconosciuto come 'il padre della storiografia inglese".

"I tratti caratteristici della Chiesa che Beda ama evidenziare sono: a) la cattolicità come fedeltà alla tradizione e insieme apertura agli sviluppi storici, e come ricerca della 'unità nella molteplicità (...); b) l'apostolicità e la romanità: a questo riguardo ritiene di primaria importanza convincere tutte le Chiese Iro-Celtiche e dei Pitti a celebrare unitariamente la Pasqua secondo il calendario romano".

"Beda fu anche un insigne maestro di teologia liturgica" - ha proseguito il Pontefice - "Nelle Omelie sui Vangeli domenicali e festivi, svolge una vera mistagogia, educando i fedeli a celebrare gioiosamente i misteri della fede e a riprodurli coerentemente nella vita, in attesa della loro piena manifestazione al ritorno di Cristo, quando, con i nostri corpi glorificati, saremo ammessi in processione offertoriale all'eterna liturgia del cielo".

"Grazie a questo suo modo di fare teologia intrecciando Bibbia, Liturgia e Storia, Beda ha un messaggio attuale per i diversi 'stati di vita' del cristiano: agli studiosi (...) ricorda due compiti essenziali: scrutare le meraviglie della Parola di Dio per presentarle in forma attraente ai fedeli; esporre le verità dogmatiche evitando le complicazioni eretiche e attendendosi alla 'semplicità cattolica', con l'atteggiamento dei piccioli e umili ai quali Dio si compiace di rivelare i misteri del Regno".

"I pastori, per parte loro, devono dare la priorità alla predicazione, non solo mediante il linguaggio verbale o agiografico, ma valorizzando anche icone, processioni e pellegrinaggi (...); alle persone consacrate (...) Beda raccomanda di curare l'apostolato, (...) sia collaborando con i Vescovi in attività pastorali di vario tipo a favore delle giovani comunità cristiane, sia rendendosi disponibili alla missione evangelizzatrice presso i pagani, fuori del proprio paese".

Il Santo Erudito afferma che "Cristo Sposo vuole una Chiesa industriosa (...), intenta a dissodare altri campi (...) cioè a inserire il Vangelo nel tessuto sociale e nelle istituzioni culturali. In questa prospettiva il santo Dottore esorta i fedeli laici ad essere assidui all'istruzione religiosa (...). Insegna loro come pregare continuamente, (...) offrendo tutte le azioni come sacrificio spirituale in unione con Cristo".

Beda il Venerabile morì nel maggio dell'anno 735. "Con le sue opere, Beda contribuì efficacemente alla costruzione di una Europa cristiana".

Fonte: V.I.S. - Vatican Information Service

Il secondo volume di Medioevo Adriatico · 3 dicembre 2008, 15:30 by Angelo Gambella

Edito il secondo volume della collana “Medioevo Adriatico” della SISAEM. La collezione di studi nasce nel 2007 con l’intento di fornire contributi scientifici internazionali al fine di incrementare e sostenere la ricerca e la divulgazione storica utili allo studio dei luoghi di questo braccio di Mediterraneo, che è stato per secoli il ponte di collegamento tra Occidente ed Oriente. Recuperare la memoria storica -e filosofica, letteraria, politica, artistica, sociale- dell’Adriatico significa recuperare la memoria dell’Italia e dell’Europa, quello spirito che ne costituisce le fondamenta culturali, da cui essa non può prescindere.
Questo secondo volume ospita gli Atti del Corso a distanza organizzato dalla SISAEM Filosofi, umanisti e scienziati in Adriatico. Figure e tematiche per una didattica interdisciplinare, riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, quale corso di formazione ed aggiornamento per i docenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado del territorio nazionale per l’A.S. 2008-2009.
Il corso di formazione ha previsto le relazioni, che qui si presentano in versione più ampia e completa, di Claudio Attardi, Francesco Bettarini, Daniele Santarelli, Veronica Santoro, Giorgio Federico Siboni, spaziando dalla teologia alla politica, dalla filosofia alla pubblicistica e prevedendo anche la consultazione di saggi, testi e documenti a corredo attraverso lo strumento della Biblioteca telematica. Il volume è arricchito, inoltre, dai saggi di Lara Pavanetto, Giuseppe Tramontana e dall’estesa sezione di Cronache e Notizie.
La collana è diretta da Roberta Fidanzia.

Il volume contiene i seguenti contributi:

Claudio Attardi, Due teologi francescani marchigiani nel dibattito teologico del Trecento: Francesco d’Appignano e Giovanni di Ripatransone;

Francesco Bettarini, L’Adriatico come punto di incontro tra differenti culture giuridiche: il caso dei notai della cancelleria ragusea in età umanistica;

Giuseppe Tramontana, Lo studium a tre punte. La presenza studentesca siciliana a Padova (1400-1512);

Daniele Santarelli, Itinerari di ambasciatori veneziani alla corte di Carlo V;

Lara Pavanetto, Tracce di un antico rituale nella podesteria di Noale nel secolo sedicesimo;

Veronica Santoro, Filosofia della storia e miti Platonici nel Rinascimento: L’esempio di Francesco Patrizi da Cherso;

Giorgio Federico Siboni, Tra filosofia politica e pubblicistica. Il soggiorno veneziano di Luigi Bossi. 1796-1797;

Cronache e Notizie a cura di Angelo Gambella;
Schede bibliografiche e recensioni; Note bio-bibliografiche; Il sito web della SISAEM; Indice.

Medioevo Adriatico
Ricerche della Società Internazionale per lo Studio dell'Adriatico nell'Età Medievale (SISAEM)
Volume 2 / 2008
Direttore: Roberta Fidanzia
Drengo, Roma 2007.
pp. 304, E. 20,00
ISBN: 978-88-88812-21-2

Medioevo in Guerra · 3 dicembre 2008, 15:25 by Angelo Gambella

E' stato pubblicato il terzo volume della collana Studi storici sul Medioevo Italiano edita da Drengo in collaborazione con l'Associazione Medioevo Italiano.

Il volume affronta La Guerra nel Medioevo: il concetto, le battaglie, i personaggi, la cavalleria, i centri fortificati, attraverso i contributi di 5 studiosi del Medioevo.

Il volume comprende i contributi di Renzo Paternoster, La 'bella' contesa: la guerra nel Medioevo;
Ulderico Nisticò, Ascendant ad montes. La difesa passiva e attiva dello Ionio calabrese in età bizantina;
Angelo Gambella, Rainulfo di Alife. Uomo di guerra normanno;
Umberto Maiorca, La battaglia di Bouvines;
Paolo Gravina, La società feudale e la cultura cavalleresca nella Napoli angioina, da Carlo I a Roberto il saggio (1266 - 1343).

Medioevo in Guerra, a cura di A. Gambella, pp. 180, Drengo, Roma, 2008. ISBN 978-88-88812-19-9 Euro 12,00

Cittadini milanesi in difesa della "medievalità" · 20 novembre 2008, 22:41 by redazione

CHIARAVALLE (MILANO) - La valorizzazione e la preservazione di un piccolo, grande microcosmo medievale affidate alla sensibilità dei cittadini che vi abitano attorno. Succede a Chiaravalle, borgo alla periferia di Milano, che affonda le sue radici nel lontano 1135, anno di fondazione dell’abbazia cistercense che ancor oggi ne costituisce il cuore e il ganglo vitale. Un angolo di pace e serenità, popolato da uomini e donne che vivono la modernità consapevoli di risiedere accanto a un raro esempio di locus amenus che tuttora conserva l’atmosfera e l’aspetto originario degli anni in cui i frati seguaci di San Bernardo decisero di fare della minuta frazione mediolanense la loro sede privilegiata nell’ex Longobardia. Proprio per questo il comitato di residenti ha attivato una serie di azioni civiche e sociali per aumentare la vivibilità e la fruizione del borgo. Il tutto tramite iniziative originali e socialmente utili. Come il “Chiarastop”, un servizio di cortesia tra cittadini, finalizzato a fornire passaggi in automobile a persone che devono raggiungere Chiaravalle dal capoluogo per visitare il monastero o partecipare alle funzioni religiose, lanciato lo scorso 11 novembre e che ha già riscosso un discreto successo. Per usufruire del servizio è necessario fornire le proprie generalità all’associazione "Borgo di Chiaravalle", per ottenere un tesserino annuale del costo di 2 euro che deve essere presentato da chi richiede il passaggio all’automobilista disposto a concederlo. Chi volesse iscriversi come utente o fornitore di passaggi può rivolgersi ai numeri telefonici 339.5324006 o 339.6916040 oppure inviare una email a info@borgodichiaravalle.it. Ma l’attenzione nei confronti della conservazione dell’unicità del borgo e la sensibilità dei residenti verso la necessità di valorizzare l’abbazia del XII secolo passa anche da un’altra iniziativa, periodicamente organizzata durante i fine settimana. Ovvero “Puliamo Chiaravalle”, durante la quale i cittadini di buona volontà si dedicano alla raccolta di rifiuti e immondizie nell’area abbaziale, con particolare attenzione agli orti e ai campi che ancor oggi vengono coltivati dai frati della Clairvaux meneghina. Un vero e proprio esempio di partecipazione dei cittadini alla difesa di un luogo che trasuda storia e tradizione in un’epoca troppo spesso caratterizzata dalla latitanza e dalla negligenza di istituzioni ed enti deputati alla tutela del patrimonio culturale del territorio. Per informazioni è possibile cliccare sul sito Web www.borgodichiaravalle.it. Luigi Barnaba Frigoli
« Articoli precedenti |