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AGENSU :: Agenzia d'informazione telematica per la storia e le Scienze Umane

I danni del terremoto a L'Aquila per il patrimonio culturale · 7 aprile 2009, 17:36 by Angelo Gambella

Sono molto ingenti anche per il patrimonio culturale della regione Abruzzo i danni provocati dal terremoto avvenuto con epicentro nell'Aquilano, il 6 Aprile 2009 alle 3:32 della notte. Il sisma di magnitudo 5.8 Richter (ma 6.2 di magnitudo momento) che ha fatto oltre 200 vittime e mille feriti ha interessato anche molte opere architettoniche.

I primi sopralluoghi a L'Aquila hanno registrato il crollo della parte absidale della Basilica di S. Maria di Collemaggio, dal transetto sino al fondo della chiesa, della cupola di Giuseppe Valadier della chiesa delle Anime Sante, del campanile della chiesa di San Bernardino. E' crollato parzialmente anche il transetto del Duomo.

Il primo bilancio è stato comunicato da Giuseppe Proietti, Segretario Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in contatto con i funzionari locali via telefono cellulare, in quanto sia la Direzione generale che le due Soprintendenze non sono agibili. La fortezza spagnola del 1534 che ospita il Museo Nazionale d'Abruzzo e gli uffici delle due soprintendenze ha subito crolli al terzo piano. La fortezza si innalza a scarpa con mura spesse fino a 10 metri al piano di fondazione, ed dispone di un fossato con un ponte ora pericolante. Proietti ha annunciato che ''sono stati già identificati i magazzini in cui mettere in sicurezza le opere danneggiate e quelle che sono in luoghi crollati o pericolanti''.

E' crollata Porta Napoli. Era un vero e proprio arco di trionfo, eretto nel 1548, in onore dell'imperatore Carlo V, su disegno di Giangiacomo dell'Acajal. Ha resistito ad eventi sismici in passato, ora non esiste più.

Danni alla Chiesa di Sant'Agostino, uno dei grandi monumenti del barocco aquilano, sorto sul sito di un complesso del XIII secolo e ricostruito nel '700 dopo un altro sisma. Il cupolino della chiesa è finito sul palazzo della Prefettura che è caduto completamente al suolo. Purtroppo nel palazzo era custodito l'Archivio di Stato dell'Aquila.

La facciata quattrocentesca della basilica di Collemaggio si è salvata, secondo Proietti perché in restauro e sostenuta da grandi ponteggi. E' stata annunciata la costituzione di una squadra di supporto con personale proveniente da soprintendenze di altre regioni.

Crolli diffusi in tutta la città hanno interessato cornicioni, mura, pezzi di tetto che spesso ostruiscono le strade.

Un inventario per i beni culturali danneggiati a L'Aquila · 7 aprile 2009, 17:07 by Angelo Gambella

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha dichiarato in conferenza stampa a L'Aquila che sarà predisposto un inventario circa la situazione dei Beni culturali in modo da predisporre un piano di intervento. Berlusconi ha spiegato che ''il ministro Bondi è a disposizione e aspetta notizie da Bertolaso''.

Audioguide e videoguide per visitare i Monti Sibillini · 1 luglio 2008, 14:40 by Roberta Fidanzia

A Smerillo (AP), presso il Centro di Educazione Ambientale, ha avuto luogo la presentazione del progetto "Audioguide e videoguide gratis per visitare i Monti Sibillini".

L'iniziativa, promossa dai Comuni di Comunanza, Montalto Marche, Montefalcone Appennino, Santa Vittoria in Matenano e Smerillo, in collaborazione l'Associazione Culturale Freeaudioguide, ha avuto lo scopo di illustrare le guide gratuite scaricabili dal sito www.guidasibillini.it. Le guide sono disponibili per supporti mobili come, cellulari, lettori Mp3, palmari, pc.
E' inoltre disponibile un file per navigatori satellitari Garmin compatibili con il servizio, grazie al quale si può raggiungere il punto di interesse ed ascoltare direttamente la guida che partirà automaticamente quando ci si trova in prossimità.
Alla cerimonia inaugurale, si è proceduto alla presentazione del materiale ed al workshop al quale hanno partecipato le attività ricettive e di ristorazione dei Comuni coinvolti.
Il progetto gode del patrocinio della Regione Marche e della Provincia di Ascoli Piceno, realizzato in rete tra i comuni grazie alla legge Regionale 75/97.

I capolavori senesi in mostra · 14 marzo 2008, 12:30 by Angelo Gambella

Si apre oggi, 14 marzo, la mostra ospitata fino al 6 luglio al Complesso museale Santa Maria della Scala e alla Pinacoteca Nazionale. Dal Lindeau Museum a Siena, i capolavori senesi di una delle raccolte di dipinti italiani più ricca d'Europa La rassegna a cura di Miklòs Boskovits e Johannes Tripps è promossa dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena attraverso Vernice Progetti Culturali.
Dal Lindenau Museum di Altenburg nel cuore della Turingia, che per estensione è tra le più piccole regioni della Germania al Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena. Comincia così, con un ideale viaggio di ritorno, la storia di una delle più straordinarie e meno note raccolte di dipinti italiani, in buona parte attribuiti a maestri senesi e toscani, del periodo gotico e rinascimentale: la collezione del barone Bernhard August von Lindenau.

A raccontarla è la mostra aperta oggi (14 marzo), a cura di Miklòs Boskovits e Johannes Tripps, piccola per dimensioni ma grande per ricchezza di spunti e contenuti, dal titolo ''Maestri senesi dal Lindenau Museum di Altenburg'' in programma fino al 6 luglio, nella città del Palio. Riunita nel corso della prima metà del XIX dal barone Bernhard August von Lindenau e poi donata alla città tedesca che gli ha dato i natali, la raccolta è da alcuni anni al centro di studi sistematici che ne hanno permesso la catalogazione della parte più consistente, quella rappresentata dalle tavole toscane.

L'esposizione promossa da Comune di Siena - Complesso Museale Santa Maria della Scala, Lindenau Museum di Altenburg, Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico, Etnoantropologico per le province di Siena e Grosseto e Fondazione Monte dei Paschi di Siena attraverso Vernice Progetti Culturali, sarà l'occasione per ammirare di questa raccolta, uno dei nuclei più interessanti, a cui appartengono i capolavori dei maestri senesi Guido da Siena, Lippo Memmi, Pietro Lorenzetti, Sano di Pietro, Giovanni di Paolo, Matteo di Giovanni, Martino di Bartolomeo e Domenico Beccafumi.
Ben pochi musei al mondo, ad eccezione della Pinacoteca Nazionale di Siena, possono vantare, un insieme così ricco e prezioso di opere senesi come quello di Altenburg che possiede tavole di notevolissimo interesse, sia per la loro intrinseca qualità artistica, sia perché in grado di chiarire aspetti meno noti della produzione pittorica senese tra il XIII e il XVI secolo. E proprio per l'affinità che lega queste due tra le più importanti raccolte di dipinti italiani di questo periodo - che anche la Pinacoteca Nazionale di Siena con il suo straordinario patrimonio artistico, diventerà parte integrante del percorso espositivo allestito presso il Complesso museale Santa Maria della Scala.
Per tutto il periodo della rassegna ospiterà, infatti, nella propria sala mostre la straordinaria pala di Bartolo di Fredi raffigurante l'Adorazione dei Magi, finalmente ricongiunta alla predella originaria proveniente da Altenburg, ed altri capolavori di grande pregio fra cui una Crocifissione di Pietro Lorenzetti.
Tra le curiosità legate alla rassegna, infine, la nuova ricostruzione della pala di Guido da Siena con Storie di Cristo, proveniente da Badia Ardenga e la ricostruzione del magnifico polittico di Lippo Memmi, già nella chiesa di S. Paolo a Ripa d'Arno a Pisa e oggi diviso tra cinque musei diversi d'Europa.
La selezione di opere di autori senesi è stata integrata poi con alcune tavole di pittori attivi a Siena, tra cui il raffinato trecentesco lucchese Angelo Puccinelli, il lucchese Michele Campanti, artista affascinante del secondo Quattrocento e Liberale da Verona, maestro che aveva esercitato un notevole influsso sugli orientamenti della pittura senese nella seconda metà del Quattrocento.

''Maestri senesi dal Lindenau Museum di Altenburg'', rimarrà aperta presso Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena fino al 6 luglio tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 10,30 alle ore 19,30. E presso la Pinacoteca Nazionale il lunedì dalle 8,30 alle 13,30. Da martedì a sabato dalle 8,15 alle 19,15 e la domenica e i festivi dalle 8,30 alle 13,15. Infoline 24ore/24 02/54911.

Bari tra Venezia e Bisanzio. Lo Spazialismo Europeo di Licata e Morandis · 2 febbraio 2008, 09:10 by Angelo Gambella

Il Castello Svevo di Bari ospita dal 7 febbraio al 10 marzo la mostra "Bari tra Venezia e Bisanzio. Lo Spazialismo Europeo di Licata e Morandis" a cura di Giovanni Granzotto e Barbara Morandis.
L’evento, promosso dall’I.N.A.C. - Istituto Nazionale di Arte Contemporanea, presenta le opere pittoriche di Riccardo Licata e Gino Morandis, si tratta di un centinaio di lavori esposti che rivelano il percorso artistico di due forti personalità affermatesi nell’ambito dello Spazialismo, uno dei movimenti più innovativi dell’arte del dopoguerra italiano ed europeo, fondato a Milano da Lucio Fontana.
La vicenda sarà ripercorsa dal convegno sul tema 'Gino Morandis (1915-1944). Lo Spazialismo europeo' che si terrà il 7 febbraio alle ore 11,00, nella sala Conferenze del Castello Svevo. Il convegno di Bari intende ampliare gli studi sugli aspetti storici dello Spazialismo, attraverso uno dei suoi maggiori esponenti. Gino Morandis è stato un personaggio di spicco nel mondo della cultura e dell’arte, come operatore e come teorico.
La mostra è aperta al Castello Svevo di Bari nelle Sale Angioina e Bona Sforza, Piazza Federico II di Svevia, tutti i giorni, anche i festivi, dalle 10,00 alle 18,00 tranne il mercoledì.
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