Vai ai Contenuti - Go to content Vai alla Navigazione - Go to navigation Vai alla Ricerca - Go to search
AGENSU :: Agenzia d'informazione telematica per la storia e le Scienze Umane

Verso una rete della cultura in Terra di Lavoro

venerdì settembre 2, 2016

Verso una rete della cultura in Terra di Lavoro
Convegno per la collaborazione fra i musei dell’area del Matese

di Angelo Gambella

Il territorio matesino riveste grande importanza nell’ambito dei beni culturali e paesaggistici. Un territorio che, tuttavia, mantiene una posizione più defilata dal punto di vista turistico rispetto a quanto meriterebbe. Da questo assunto nasce una richiesta di attenzione, da parte dei musei locali, verso l’area della provincia di Caserta che rappresenta un distretto di qualità nella Regione Campania oltre ad essere il più direttamente raggiungibile dal Centro e Nord Italia.

Il Museo Civico Raffaele Marrocco di Piedimonte Matese ospita il 2 settembre un appuntamento di grande interesse.
L’evento dal titolo “Verso una rete della cultura in Terra di Lavoro. Prospettive di collaborazione fra i musei dell’area del Matese” è incentrato sui beni culturali del Matese e del Volturno.
Prendono la parola i Direttori del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Paolo Giulierini, della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, del Museo Archeologico Nazionale di Alife, Antonio Salerno, e i parlamentari Pina Picierno, Carlo Sarro e Camilla Sgambato oltre all’assessore regionale Sonia Palmeri. Apriranno i lavori il Sindaco di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello e il Direttore del Museo Raffaella Martino. A Federico Marazzi, archeologo dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, attivo da almeno due decenni nello studio dell’area è affidato il compito di introdurre il tema della discussione, offrendo una visione d’insieme delle opportunità e delle criticità che, allo stato attuale, si registrano nel territorio riguardo la consistenza e la fruibilità del patrimonio storico-archeologico. Conclude la discussione un intervento del Sottosegretario del MiBACT Antimo Cesaro.

Alife e Piedimonte insieme per la cultura
Le principali istituzioni museali dell’area matesina intendono muoversi per promuovere un’offerta turistica in grado di rendere il patrimonio culturale del territorio fruibile in modo più agevole e funzionale. In un’area ricchissima di memorie storico-archeologiche e di eccellenze ambientali il futuro dell’offerta turistica deve puntare sempre più su una loro concreta integrazione. Per queste ragioni il Museo Archeologico Nazionale di Alife, diretto da Antonio Salerno, e il Museo Civico Raffale Marrocco di Piedimonte, diretto da Raffaella Martino, stanno predisponendo un accordo di reciproca cooperazione, che permetta alle due istituzioni di proporsi al pubblico come elementi di un unico percorso di visita alla scoperta del patrimonio archeologico, per poter spingere i visitatori alla conoscenza dei due principali centri dell’area matesina. L’accordo fra i due musei, intende essere, nelle intenzioni dei protagonisti, la prima tappa per la creazione di una rete della cultura che coinvolga il numero più ampio possibile di realtà culturali nel territorio fra Matese e Volturno.


(Museo Civico di Piedimonte Matese)

Il Sindaco di Piedimonte Matese Vincenzo Cappello ha dichiarato che “l’accordo in corso di perfezionamento fra i due musei vuole cogliere e positivamente sfruttare il rinnovato interesse di cui sono oggetto i grandi attrattori turistici regionali – Reggia di Caserta e Museo Archeologico di Napoli – ad essi più vicini, sia per prossimità geografica, sia per contenuti. L’intento è quello di sollecitare queste grandi realtà museali a stringere relazioni più intense e strutturate con i poli minori e, contemporaneamente, far conoscere meglio ai cittadini il ricco retroterra territoriale che ha permesso ad essi di svilupparsi nel tempo in importanza e celebrità“.

Il convegno è in programma dalle ore 18 nel Chiostro maggiore dell’ex convento di San Tommaso d’Aquino, divenuto sede museale.

Il biglietto d’ingresso è gratuito anche per gli eventi successivi. Dalle ore 21.30 luci spente nel Chiostro Maggiore per consentire l’osservazione di cielo e panorama dalle terrazze. La serata è accompagnata da musica popolare mentre dalle ore 22 le guide di Am’Arte attendono i visitatori per accompagnarli nella scoperta delle collezioni museali del MuCiRaMa e del complesso monumentale.

Angelo Gambella

Eventi, Beni culturali

---

Piedimonte Matese: 90 pergamene ritrovate

mercoledì maggio 18, 2016

Piedimonte Matese: 90 pergamene ritrovate nella Basilica di Santa Maria Maggiore.
di Angelo Gambella
(17 maggio 2016)

La Basilica di Santa Maria Maggiore a Piedimonte Matese (CE) è interessata in queste settimane, assieme ad altri luoghi di culto della diocesi di Alife-Caiazzo, da un’azione di recupero e studio del patrimonio documentario.

Con evidente sorpresa dello stesso personale impegnato nell’esame della documentazione, come reso pubblico dalla rivista diocesana Clarus, sono emerse circa 90 pergamene a partire dal 1300, comprese bolle papali, oltre a cronache di vita locale e diocesana, lettere pastorali, carteggi di vescovi e cardinali con il capitolo della collegiata piedimontese. Nelle trascrizioni di documenti e cronache si fa anche menzione di date precedenti al XIV secolo. L’esame della consistenza ancora in corso potrebbe riservare ulteriori sorprese.

Dalle prime notizie apprese, si può affermare che nella basilica di Piedimonte (ricostruita nel corso del Settecento) siano confluite pergamene che in origine dovevano trovarsi ad Alife nell’archivio vescovile o in quello capitolare della cattedrale. Infatti, il vescovo alifano è stabilmente documentato ad Alife fino a tutto il Quattrocento, dove sono redatti i pochi documenti superstiti rinvenuti in altri archivi. Il prelato alifano si stabilisce con continuità nella confinante Piedimonte d’Alife solo nel 1561 in seguito ad una incursione militare che danneggia la città già in profonda crisi demografica. In seguito al terribile sisma del 1688 che atterra la cattedrale e la quasi totalità delle chiese alifane, a Santa Maria Maggiore si riunisce per un lungo periodo il Capitolo della cattedrale di Alife. Il vescovo di Alife, ancora oggi, mantiene la residenza a Piedimonte Matese.


(Basilica di Santa Maria Maggiore di Piedimonte Matese)

Non è questo il primo esame dei documenti della basilica, se già nel 1967 Dante Marrocco ne aveva pubblicato alcune pergamene in “Documenti della basilica di Santa Maria Maggiore in Piedimonte”, ma appare evidente che il materiale rinvenuto è di maggiore importanza rispetto a quanto apparso all’esame del fondatore dell’Associazione Storica del Medio Volturno, ma non è neppure da escludere che lo studioso abbia avuto accesso solo ad una parte dell’archivio. Neppure in questo archivio sembrano però riemergere quei documenti vescovili “a partire dal 1200” che il Kehr cita come presenti in un archivio di Piedimonte nello studio sull’episcopato alifano della monumentale Italia Pontificia.

Clarus riporta, infine, che con la mostra “Custodi della Memoria: percorsi reali e virtuali nei libri e nei documenti antichi“ in preparazione per la festa del patrono San Marcellino (31 maggio – 1 giugno), saranno forniti maggiori dettagli sul rinvenimento e si potranno vedere alcuni esemplari della raccolta.

La scoperta dei documenti piedimontesi appare di una certa importanza per lo studio del Medioevo della diocesi di Alife, la cui documentazione medievale e rinascimentale in massima parte è andata perduta nel tempo.

Angelo Gambella

Medioevo, Beni culturali

---

ISIS avanza a Sabratha. Respinto.

mercoledì febbraio 24, 2016

Breaking news: ISIS avanza a Sabratha (Libia) Patrimonio UNESCO
[AGENSU] 23.02.2016 / 24.02.2016

Battaglia nel centro cittadino conclusa con la ritirata dei militanti

Questa notte sono in corso pesanti combattimenti a Sabrata (Sabratha), nella Libia occidentale, tra residenti e militanti dell’ISIS.

Dopo il bombardamento americano di qualche giorno fa nella periferia della città, i militanti si sarebbero raggruppati per tentare l’assalto al centro cittadino controllato, finora, dalla milizia locale.

Rapporti che provengono in queste fasi concitate da Sabrata, parlano di resistenza dei cittadini, e sono segnalati caduti da entrambi i lati della battaglia.

I progressi dell’ISIS sarebbero però significativi. Attualmente i militanti (150 elementi) sarebbero nel centro cittadino, ed avrebbero occupato la sede della polizia, la principale banca e la strada costiera. Combattimenti sono in corso presso lo stadio. Riguardo l’ospedale cittadino alcune fonti lo danno catturato dall’ISIS, mentre altre notizie riferiscono l’ingresso da nord di una unità militare che si è disposta a protezione dell’ospedale.

Rinforzi per un contrattacco starebbero provenendo da altre città della Libia, mentre i feriti sarebbero destinati a Zintan. In particolare, un battaglione dell’esercito libico sarebbe in movimento per raggiungere la città. Il consiglio municipale ha diramato un appello a tutti i cittadini per prestare soccorso.

Aggiornamento: Nella notte al termine di violenti combattimenti le forze locali hanno respinto i miliziani dell’ISIS. 19 combattenti delle forze locali sono stati uccisi, 12 dei quali per decapitazione.


Sabrata stanotte al termine dei combattimenti

Sabrata, città fenicia e poi romana è Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Il suo teatro è famoso in tutto il mondo.

La città di trova a metà strada tra il confine con la Tunisia e la capitale Tripoli, ed è posizionata ad est rispetto allo strategico terminal gassifero di Mellitah dove opera l’ENI.

Per spingere ad un accordo di governo in Libia, si susseguono le voci di un piano alternativa con ridisegno dei confini e spartizione in zone d’influenza: Italia in Tripolitania, Gran Bretagna in Cirenaica e Francia nel Fezzan.

Angelo Gambella

Attualità, Beni culturali

---

Sotto sequestro il castello svevo di Augusta. Indagati

martedì febbraio 16, 2016

Il castello svevo di Augusta è a rischio crollo per mancato restauro e inadempienze amministrative. Il monumento è stato posto sotto sequestro a seguito delle indagini eseguite dai Carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale.

Secondo quanto si apprende, risultano indagati il presidente della regione Rosario Crocetta ed altri tra politici e funzionari. I reati contestati sono omissione di atti d’ufficio, danneggiamento del patrimonio archeologico storico e artistico e omissione di lavori in edifici che minacciano rovina.

Nonostante progetti di restauro e fondi pronti ad essere stanziati, il castello di Augusta è in pessime condizioni. L’assenza di interventi di consolidamento strutturali, ritenuti prioritari dai tecnici della Soprintendenza di Siracusa, potrebbe, secondo alcuni osservatori, portare a crolli verso il mare.

L’indagine è scaturita da una denuncia dell’associazione Italia Nostra che aveva segnalato gravi danneggiamenti che, secondo la tesi dell’accusa, sarebbero “dovuti esclusivamente alla mancata manutenzione e all’abbandono del monumento da parte della Regione siciliana”.
Secondo la Procura di Siracusa “si è reso necessario il provvedimento di sequestro, anche per la sicurezza personale dei turisti, visto che (il castello) potrebbe crollare da un momento all’altro”.

La custodia del monumento è stata affidata alla soprintendente ai beni culturali di Siracusa, Rosalba Panvini.

Angelo Gambella

Beni culturali, Medioevo

---

I danni del terremoto a L'Aquila per il patrimonio culturale

mercoledì aprile 8, 2009

Sono molto ingenti anche per il patrimonio culturale della regione Abruzzo i danni provocati dal terremoto avvenuto con epicentro nell'Aquilano, il 6 Aprile 2009 alle 3:32 della notte. Il sisma di magnitudo 5.8 Richter (ma 6.2 di magnitudo momento) che ha fatto oltre 200 vittime e mille feriti ha interessato anche molte opere architettoniche.

I primi sopralluoghi a L'Aquila hanno registrato il crollo della parte absidale della Basilica di S. Maria di Collemaggio, dal transetto sino al fondo della chiesa, della cupola di Giuseppe Valadier della chiesa delle Anime Sante, del campanile della chiesa di San Bernardino. E' crollato parzialmente anche il transetto del Duomo.

Il primo bilancio è stato comunicato da Giuseppe Proietti, Segretario Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in contatto con i funzionari locali via telefono cellulare, in quanto sia la Direzione generale che le due Soprintendenze non sono agibili. La fortezza spagnola del 1534 che ospita il Museo Nazionale d'Abruzzo e gli uffici delle due soprintendenze ha subito crolli al terzo piano. La fortezza si innalza a scarpa con mura spesse fino a 10 metri al piano di fondazione, ed dispone di un fossato con un ponte ora pericolante. Proietti ha annunciato che ''sono stati già identificati i magazzini in cui mettere in sicurezza le opere danneggiate e quelle che sono in luoghi crollati o pericolanti''.

E' crollata Porta Napoli. Era un vero e proprio arco di trionfo, eretto nel 1548, in onore dell'imperatore Carlo V, su disegno di Giangiacomo dell'Acajal. Ha resistito ad eventi sismici in passato, ora non esiste più.

Danni alla Chiesa di Sant'Agostino, uno dei grandi monumenti del barocco aquilano, sorto sul sito di un complesso del XIII secolo e ricostruito nel '700 dopo un altro sisma. Il cupolino della chiesa è finito sul palazzo della Prefettura che è caduto completamente al suolo. Purtroppo nel palazzo era custodito l'Archivio di Stato dell'Aquila.

La facciata quattrocentesca della basilica di Collemaggio si è salvata, secondo Proietti perché in restauro e sostenuta da grandi ponteggi. E' stata annunciata la costituzione di una squadra di supporto con personale proveniente da soprintendenze di altre regioni.

Crolli diffusi in tutta la città hanno interessato cornicioni, mura, pezzi di tetto che spesso ostruiscono le strade.
Angelo Gambella

Attualità, Beni culturali

---
« Articoli precedenti |