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La mostra di Hackert alla Reggia di Caserta · 17 gennaio 2008, 15:10 by Angelo Gambella

Alla Reggia di Caserta è stata allestita una mostra in occasione del bicentenario della scomparsa del grande paesaggista tedesco del settecento Jacob Philipp Hackert. L’esposizione è aperta dal 14 dicembre 2007 fino al 13 aprile 2008, ed è promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per le Province di Caserta e Benevento, e sostenuta dall’assessorato al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Campania.

La mostra intitolata “Jacob Philipp Hackert (1737-1807) - La linea analitica della pittura di paesaggio in Europa”, presenta 112 opere tra dipinti e disegni. Il Professore Cesare de Seta è il curatore della mostra.

Sono esposti i dipinti relativi all’intera produzione di Hackert con un cospicuo fondo della Reggia di Caserta e le opere provenienti da collezioni italiane e straniere, pubbliche e private. L’esposizione, che si snoda in 8 delle sale della Pinacoteca della Reggia e lungo il percorso dell’appartamento reale del 700, è divisa in quattro sezioni: dai primi lavori degli esordi berlinesi (1760-1764) si prosegue con quelli del soggiorno a Parigi (1765-1768) e con le opere realizzate in Italia, prima a Roma (1769-1786), poi a Napoli (1786-1799) dove, alla corte di Ferdinando IV di Borbone, assunse il ruolo di pittore di Corte. L’ultima sezione riguarda le opere realizzate a San Pietro di Careggi in Toscana (1800-1807), dove si rifugiò dopo la sua fuga dal Regno a causa della rivoluzione napoletana.

Italia langobardorum. Centri di potere e di culto · 9 gennaio 2008, 15:53 by Angelo Gambella

Presso il Ministero per i Beni e le Attività Culturali è stata siglata l’Intesa Istituzionale tra i soggetti promotori della candidatura “Italia langobardorum. Centri di potere e di culto” alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

La candidatura corrisponde alla tipologia definita dall’UNESCO come “sito seriale” in quanto comprende le più rilevanti testimonianze longobarde presenti sul territorio nazionale: dal Tempietto longobardo a Cividale del Friuli (UD), con i resti del Palazzo Patriarcale e con il Museo Archeologico Nazionale, al complesso monastico S.Salvatore e S. Giulia a Brescia, dal castrum di Castelseprio (VA), con la chiesa di S. Maria foris portas, al Tempietto del Clitunno, a Campello (PG), dalla Basilica di S. Salvatore a Spoleto (PG) alla chiesa di S. Sofia con il chiostro e il Museo del Sannio a Benevento, fino al Santuario micaelico di Monte Sant’Angelo (FG).

Su tutto il territorio italiano, infatti, sono presenti testimonianze della civiltà longobarda di valore eccezionale e assolutamente unico che, anche a motivo della molteplicità dei soggetti coinvolti (Comuni, Province, Regioni, Soprintendenze BBCC, enti parco, diocesi), conferisce alla candidatura un carattere di innovazione e uno spiccato interesse, ponendola in linea con i desiderata del Centro del Patrimonio Mondiale UNESCO.

Fra Giovanni Angelico: pittore miniatore o miniatore pittore? Mostra a Firenze · 9 gennaio 2008, 10:30 by Roberta Fidanzia

Il 7 gennaio si è aperta a Firenze, presso l'incantevole struttura del Museo di San Marco, la Mostra dedicata al grande pittore medievale Giovanni da Fiesole, noto alla storia dell'arte come il Beato Angelico.
La Mostra è stata curata dalla studiosa Sara Giacomelli ed il titolo "Fra Giovanni Angelico: pittore miniatore o miniatore pittore?" intende evidenziare la caratteristica artistica del Nostro. Infatti, oltre alle sue grandiose opere dipinte, fra cui l'ispirata "Crocifissione" ed il noto "Tabernacolo dei linaioli", egli si dedicò alla miniatura con la stessa maestria.
Beato Angelico nacque nel 1395 a Vicchio, in provincia di Firenze, nello stesso borgo in cui era nato Giotto. Si chiamava Guido Di Pietro, ma quando prese i voti nel convento di San Domenico di Fiesole, assunse il nome di Giovanni da Fiesole, e solo molto più tardi la storia dell’arte si sarebbe incaricata di chiamarlo “il Beato Angelico”. Fu pittore rinascimentale studiato da Masaccio e da Piero della Francesca, oltre che da tutti i pittori del Cinquecento. Fu inoltre il primo pittore italiano a dipingere un paesaggio non di fantasia, ma riconoscibile dal vero: la veduta del Trasimeno da Cortona.
La sua arte ha lasciato immensi capolavori, fino al 1447, anno in cui accettò di trasferirsi a Roma per decorare la Cappella niccolina in Vaticano. Qui i suoi affreschi evidenziano un declino della sua arte: come se avesse già dato il meglio di sé esprimendo una spiritualità che a Roma sembrava ormai avere poco significato. E proprio a Roma, che a lui dovette sembrare una città tadicalmente "straniera", morì nel 1455.

L'evoluzione dell'accessibilità informatica · 14 dicembre 2007, 07:56 by Angelo Gambella

La Biblioteca Nazionale Marciana (Progetto CABI) e l’International Webmasters Association - Italia organizzano, oggi a Venezia nel Palazzo Ducale, il *Convegno: L’evoluzione dell’accessibilità informatica”.

L'obiettivo principale dell'evento è ribadire l'importanza dell'accessibilità del Web e degli strumenti informatici come forma di democrazia.

L’iniziativa è patrocinata dal CNIPA, dalla Regione del Venetom dalla Provincia di Venezia, dal Comune di Venezia, dal Progetto Minerva e dall'AIB.

Nel convegno si discuterà dello stato dell'arte dell'accessibilità dei
siti Internet della Pubblica Amministrazione Italiana, della Cultura e dei Servizi, a più di tre anni dall'emanazione della "Legge Stanca". Si potranno conoscere le positive conseguenze che essa ha generato, quali ad esempio le nuove soluzioni pratiche che la Legge ormai impone, o l'impronta lasciata in iniziative come i prodotti del Progetto Minerva e CulturaItalia. Sono inoltre in fase di definizione nuove norme tecniche a livello internazionale, e Venezia potrà essere ancora una volta la platea di lancio di novità nel settore.

Committenze Contemporanee alla Galleria Borghese · 16 settembre 2007, 15:57 by Roberta Fidanzia

A Roma fino al 10 Ottobre prosegue il nuovo progetto artistico espositivo, Committenze Contemporanee collegato al programma Dieci Grandi Mostre, avviato nel 2006 con l’esposizione Raffaello.

Dieci grandi esposizioni dedicate ai maggiori artisti presenti nelle raccolte della Galleria Borghese tra cui Correggio, Tiziano, Bernini, Caravaggio con lo scopo di valorizzarne le opere e di incentivare gli studi e gli approfondimenti critici.

Con questo progetto si vuole associare ad ogni mostra dedicata ad un artista del passato l’opera originale di un artista contemporaneo, commissionata dalla Galleria Borghese in accordo e con il sostegno di UniCredit Group.
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