Scienziati ed Umanisti nella “Serenissima” tra Medioevo ed Età Moderna, seconda edizione · 2 aprile 2009, 00:29 by Angelo Gambella
Si è svolta nella settimana dal 23 al 29 marzo la seconda edizione del Seminario di studio Scienziati ed Umanisti nella “Serenissima” tra Medioevo ed Età Moderna.L’evento ha avuto luogo per la XIX Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica del MIUR – Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
Organizzato direttamente online da SISAEM – Società Internazionale per lo Studio dell’Adriatico nell’Età Medievale, in collaborazione con Medioevo Italiano Project e Drengo Srl, il Seminario è stato rivolto agli Studenti delle scuole secondarie di II grado, agli studenti universitari, ai Docenti e a tutti gli interessati.
Il laboratorio telematico della SISAEM ha proposto testi e strumenti didattici nell’ambito delle scienze storiche e della storia delle scienze. Obiettivo del laboratorio didattico è stata la diffusione della conoscenza di alcune figure di umanisti e scienziati attivi nella Repubblica di Venezia, originari del Veneto, dell’Istria e della Dalmazia.

Informatica per le Scienze Umanistiche · 1 aprile 2009, 19:00 by Angelo Gambella
Concluso il seminario di scienze umane ed informaticaIl seminario Informatica per le Scienze Umanistiche si è svolto a margine della 7a edizione di IS - Internet e Storia per la XIX Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica del MIUR - Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.
Organizzato dall’Associazione Medioevo Italiano Project, il Seminario è stato aperto dal 23 al 29 marzo 2009 agli studenti delle scuole secondarie di II grado e loro docenti e agli studenti delle Università italiane.
Il dibattito sul tema dell’Informatica Umanistica, a partire dal sito www.internetestoria.it, ha coinvolto i partecipanti. Inoltre sono stati messi a disposizione degli utenti i contributi dei relatori dell’edizione 2009 e l’intero archivio 2003-2008.
Il Forum IS - Internet e Storia ritorna nel 2010 con l’ottavia edizione che si terrà dal 15 gennaio al 15 marzo.

Le 14 villanelle alla napolitana del compositore marchigiano Giulio Bonagiunta · 1 aprile 2009, 18:24 by Angelo Gambella
Domenica 26 aprile alle ore 18 presso la sala Beniamino Gigli del Teatro Lauro Rossi di Macerata l’ensemble aquilano di musica antica Aquila Altera presenterà in prima esecuzione assoluta l’integrale delle 14 villanelle alla napolitana del compositore marchigiano Giulio Bonagiunta da S. Ginesio (1530 ca. – 1571). Il concerto patrocinato dall’assessorato alla cultura del comune marchigiano è un’altra perla che va ad aggiungersi al vasto repertorio eseguito dall’ensemble abruzzese.Infatti, dopo aver riscoperto ed eseguito in prima assoluta il Codice Musicale di Rocca di Mezzo (AQ) contenente alcune delle più belle pagine di musica francese rinascimentale, l’ensemble Aquila Altera, grazie al lavoro di trascrizione eseguito dal M° Emiliano Finucci, componente del gruppo, si appresta a far rivivere alcune delle più belle pagine di musica antica marchigiana.
Le 14 villanelle del Bonagiunta costituiscono degli unica nel panorama del vasto repertorio della musica rinascimentale italiana. Sconosciute fino a pochi anni fa, sono state fonte di studio di eminenti musicologi americani.
Giulio Bonagiunta, considerato come figura di secondo piano nel panorama musicale italiano, è invece da considerarsi un’ innovatore nella composizione della villanella. Nato a S. Ginesio (Macerata) lavorò a Venezia sia come cantore che come Editore musicale ed era in contatto con i maggiori musicisti dell’epoca che operavano sia in Italia che all’estero.
L’ensemble Aquila Altera, con sede a L’Aquila, è formato da musicisti esperti del settore provenienti da tutto il centro Italia (Marche, Abruzzo, Umbria) ed è presente nei più importanti festival internazionali di musica antica.

Beda il Venerabile nell'udienza di Benedetto XVI · 18 febbraio 2009, 18:25 by Angelo Gambella
Papa Benedetto XVI ha dedicato a Beda il Venerabile, la catechesi dell'Udienza Generale di oggi, tenutasi in Piazza San Pietro, con la partecipazione di oltre 15.000 persone.San Beda nacque in Northumbria, nel Nord-Est dell'Inghilterra, nell'anno 672/673. All'età di 7 anni i suoi parenti lo affidarono all'abate del vicino monastero benedettino perché venisse educato. "Di fatto, Beda divenne" - ha precisato il Santo Padre - "una delle più insigni figure di erudito dell'alto Medioevo. (...) L'insegnamento e la fama degli scritti gli procurarono molte amicizie con le principali personalità del suo tempo, che lo incoraggiarono a proseguire nel suo lavoro da cui in tanti traevano
beneficio".
"Le Sacre Scritture sono la fonte costante della riflessione teologica di Beda. (...) Egli commenta la Bibbia leggendola in chiave cristologica, cioè riunisce due cose: da una parte ascolta che cosa dice esattamente il testo (...); dall'altra parte, è convinto che la chiave per capire la Sacra Scrittura come unica Parola di Dio è Cristo e con Cristo, nella sua luce, si capisce l'Antico e il Nuovo Testamento come 'una' Sacra Scrittura. Le vicende dell'antico e del Nuovo Testamento vanno insieme, sono cammino verso Cristo, benché espresse in segni e istituzioni diverse (è quella che egli chiama 'concordia sacramentorum')".
"E come per la costruzione dell'antico tempio contribuirono anche genti pagane, mettendo a disposizione materiali pregiati e lesperienza tecnica dei loro capimastri, così all'edificazione della Chiesa contribuiscono apostoli e maestri provenienti non solo dalle antiche stirpi ebraica, greca e latina, ma anche dai nuovi popoli, tra i quali Beda si compiace di enumerare gli Iro-Celti e gli Anglo-Sassoni".
"Un altro tema amato da Beda è la storia della Chiesa" - ha ricordato Benedetto XVI - "Nei 'Chronica Maiora' Beda traccia una cronologia che diventerà la base del Calendario universale 'ab incarnatione Domini' (...). Infine redige con rigore documentario (...) la 'Storia Ecclesiastica dei Popoli Angli', per la quale è riconosciuto come 'il padre della storiografia inglese".
"I tratti caratteristici della Chiesa che Beda ama evidenziare sono: a) la cattolicità come fedeltà alla tradizione e insieme apertura agli sviluppi storici, e come ricerca della 'unità nella molteplicità (...); b) l'apostolicità e la romanità: a questo riguardo ritiene di primaria importanza convincere tutte le Chiese Iro-Celtiche e dei Pitti a celebrare unitariamente la Pasqua secondo il calendario romano".
"Beda fu anche un insigne maestro di teologia liturgica" - ha proseguito il Pontefice - "Nelle Omelie sui Vangeli domenicali e festivi, svolge una vera mistagogia, educando i fedeli a celebrare gioiosamente i misteri della fede e a riprodurli coerentemente nella vita, in attesa della loro piena manifestazione al ritorno di Cristo, quando, con i nostri corpi glorificati, saremo ammessi in processione offertoriale all'eterna liturgia del cielo".
"Grazie a questo suo modo di fare teologia intrecciando Bibbia, Liturgia e Storia, Beda ha un messaggio attuale per i diversi 'stati di vita' del cristiano: agli studiosi (...) ricorda due compiti essenziali: scrutare le meraviglie della Parola di Dio per presentarle in forma attraente ai fedeli; esporre le verità dogmatiche evitando le complicazioni eretiche e attendendosi alla 'semplicità cattolica', con l'atteggiamento dei piccioli e umili ai quali Dio si compiace di rivelare i misteri del Regno".
"I pastori, per parte loro, devono dare la priorità alla predicazione, non solo mediante il linguaggio verbale o agiografico, ma valorizzando anche icone, processioni e pellegrinaggi (...); alle persone consacrate (...) Beda raccomanda di curare l'apostolato, (...) sia collaborando con i Vescovi in attività pastorali di vario tipo a favore delle giovani comunità cristiane, sia rendendosi disponibili alla missione evangelizzatrice presso i pagani, fuori del proprio paese".
Il Santo Erudito afferma che "Cristo Sposo vuole una Chiesa industriosa (...), intenta a dissodare altri campi (...) cioè a inserire il Vangelo nel tessuto sociale e nelle istituzioni culturali. In questa prospettiva il santo Dottore esorta i fedeli laici ad essere assidui all'istruzione religiosa (...). Insegna loro come pregare continuamente, (...) offrendo tutte le azioni come sacrificio spirituale in unione con Cristo".
Beda il Venerabile morì nel maggio dell'anno 735. "Con le sue opere, Beda contribuì efficacemente alla costruzione di una Europa cristiana".
Fonte: V.I.S. - Vatican Information Service

Il Giorno del Ricordo 2009 · 9 febbraio 2009, 23:01 by Angelo Gambella
Oggi 10 febbraio è il Giorno della memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati.Questo articolo sarà aggiornato con le notizie che perverranno nel corso della giornata.
Ore 11. Quirinale. Celebrazione del Giorno del Ricordo con il Presidente della Repubblica Giorno Napolitano. Partecipano i presidenti di Senato e Camera.
All'apertura della sessione pomeridiana dei lavori del Senato, il presidente Renato Schifani ha invitato l'assemblea ad osservare un minuto di silenzio ''nel ricordo commosso di quanti patirono nel corpo e nello spirito l'atroce violenza delle foibe''.
''Gli eccidi del 1943 e del dopoguerra, compiuti contro migliaia di inermi e di innocenti al confine orientale dell'Italia, furono un crimine contro l'umanita''', lo ha affermato il presidente della Camera, Gianfranco Fini.





