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AGENSU :: Agenzia d'informazione telematica per la storia e le Scienze Umane

La battaglia di Palmira

mercoledì novembre 11, 2015

LA BATTAGLIA DI PALMIRA
La Sposa del Deserto contesa tra Siria e Stato islamico
PALMIRA E’ STATA COMPLETAMENTE LIBERATA nelle prime ore del 27.03.2016
L’area archeologica era stata liberata il 24 marzo, e il castello medievale il 25
(Aggiornamento del 30.03.2016)

di Angelo Gambella
(Direttore AGENSU)

English abstract:
Syrian Army has fully liberated Palmyra from ISIS (03.27.2016).
Oldest breaking news: Syrian Army has launched the offensive aimed at liberating Palmyra. Syrian Army entered in the city of Palmyra/Tadmur, and in the archaeological site of Palmyra taking control of the Valley of Tombs.
Syrian Army take full control of the ancient Palmyra (Tadmur) Castle, “Palmyra Triangle” and Jabal Hayyal, west Palmyra. [Breaking news 03.25.2016]
Syrian Armed Forces are also incontrol of Semiramis Hotel, Qatary villa, and took control over commanding points and main highways. Less than 1 km away between government forces and the entrance to the city. Loudspeaker: “Evacuate the area”.
Russian Aerospace Defence Forces & 17 groups in the battle:
SYRIA: Tiger Forces of Suheil Al Hassan, commander; 67th Brigade of the 18th Tank Division; Fouj Al-Mughawayr Al-Bahir = “Marines”;
Syrian Paramilitary forces: Liwaa Suqour Al-Sahra; NDF; SSNP; Dara’ Qalamoun; Kataebat Al-Ba’ath; Fouj Al-Joulan; Liwaa Suqour Al-Quneitra; Liwaa Al-Badr.
Foreign paramilitary forces: LEBANON: Hezbollah / IRAQ: Liwaa Imam Ali; Harakat Al-Nujaba; Kataeb Hezbollah / IRAN: IRCG / AFGHANISTAN: Liwaa Al-Fatemiyoun.


(Palmira il 24 marzo 2016, fotogramma TV)

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(Aggiornamento del 30.03.2016)

Termina qui la nostra cronaca della battaglia di Palmira, iniziata l’11 novembre all’indomani dell’inizio dei raid aerei russi e che si conclude con il ritorno della città alla Siria. Ulteriori analisi e contributi sulla battaglia e il conflitto siriano saranno pubblicati su questo network e in altri giornali e riviste.

Ulteriori aggiornamenti sullo sminamento di Palmira

Pubblicazione:
Angelo Gambella, La Battaglia di Palmira Parte 1 – maggio-dicembre 2015 in Storiadelmondo n. 81
La parte 2 è in uscita nel numero 82 della rivista.

A breve sarà anche disponibile a partire da questa URL una galleria di immagini da Palmira.

Galleria di immagini dal sito di Palmira

A. G.

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(Aggiornamento del 29.03.2016)

In accordo con le autorità siriane e la direttrice dell’Unesco gli specialisti russi hanno iniziato le operazioni di sminamento di Palmira.

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(Aggiornamento del 28.03.2016)

Con la liberazione di Palmira, l’esercito siriano è riuscito a recuperare in poche ore circa 200 kmq di territorio, mente gli aerei da combattimento bersagliano i miliziani Isis in fuga verso al Sukna nuova linea difensiva sul bivio per Raqqa e Deir Ezzor.
Nel frattempo il governo russo ha ammesso o meglio rivendicato la partecipazione di truppe speciali (specnaz) a Palmira. Numerose foto documentano la presenza di forze russe nella città e dintorni. Di più Putin ha già ordinato l’invio di unità del genio a Palmira per coadiuvare i siriani nell’opera di sminamento del sito archeologico.
Interessanti le dichiarazioni dei ministri Gentiloni e Franceschini sulla liberazione di Palmira. L’Italia invierà caschi blu Onu non appena saranno autorizzati dall’ Unesco e dal governo siriano. Le unità italiane sono composte da carabinieri specializzati provenienti o addestrati dal nucleo tutela dei beni culturali e da specialisti universitari.
I danni a Palmira risultano meno gravi del previsto . Le distruzioni operate dall’Isis pur nella loro gravità, non dovrebbero essere ostacolo per una ricostruzione per quanto laboriosa e parziale. Gli archeologi italiani sono certamente in grado di ripristinare almeno in parte i templi abbattuti.
Intanto i primi elicotteri sono atterrati e decollati dall’aeroporto civile/militare di Palmira.
L’esercito è rientrato in possesso di grandi quantità di armamenti lasciati dai miliziani in ritirata.

In serata pubblicheremo foto esclusive da Palmira.


Tra le strade di Palmira, sullo sfondo del castello medievale, si gioca a calcio.

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(Aggiornamento del 27.03.2016. Pasqua)
Vittoria della civiltà sulla barbarie

PALMIRA E’ STATA COMPLETAMENTE LIBERATA.
L’esercito siriano ha completamente liberato Palmira nelle prime ore del 27.03.2016.
L’area archeologica era stata liberata il 24 marzo, e il castello medievale il 25.

Stamattina era segnalati sporadici combattimenti in periferia mentre aerei e artiglieria bersagliano ancora i combattenti dell’ISIS in fuga dalla città.

Dopo il primo annuncio in diretta della TV di stato, è stato il comando generale dell’esercito siriano a comunicare ufficialmente la liberazione di Palmira, questa mattina. Il Presidente Assad ha dichiarato che la riconquista di Palmira dimostra il successo della strategia perseguita dall’esercito siriano e dai suoi alleati. Il Presidente russo Putin si è complimentato con l’omologo siriano.

Intanto il genio siriano è impegnato a rimuovere circa 2500 ordigni improvvisati piazzati nell’area archeologica, alcuni temporizzati.
Il museo nazionale appare semi distrutto. Dei danni al castello medievale vi abbiamo dato conto nell’aggiornamento di ieri.
Molti ordigni sono in città e nella zona aeroportuale.

La presa di Palmira ha una importanza strategica fondamentale per le sorti della guerra di Siria. L’esercito può ora puntare decisamente a liberare l’assedio della città di Deir Ezzor e muovere verso Raqqa, capitale dello Stato islamico. Nel frattempo una vasta area di deserto fino alla dogana con l’Iraq può essere a breve controllata dal governo di Bashar Al Assad, mentre il territorio dell’ISIS si riduce in maniera importante. La prima conseguenza della presa di Palmira potrà essere la liberazione di Al Qarytayn, antica città assiro-cristiana le cui sorti sono state a lungo legate a quella di Palmira, attualmente assediata dai governativi.
Giocherà un ruolo importante anche l’aeroporto di Palmira, non appena sarà rimesso in funzione.

Decisivo l’appoggio aereo della Russia, che ha perso un ufficiale sul terreno, e alcuni soldati volontari.

Le cifre della battaglia si riassumono nei circa 500 militanti dell’ISIS rimasti sul terreno negli ultimi giorni. Perdite importanti anche tra i siriani e loro alleati.


Sull’entusiasmo della vittoria di Palmira, è iniziato l’assalto per liberare l’antica città assiro-cristiana di Qaryatayn.
L’assalto finale per liberare la città dall’ISIS è iniziato oggi, subito dopo la presa di Palmira. Soldati dell’11a e della 18a divisione dell’esercito sono stati già inviati nella periferia di Qaryatayn. Tutte le alture sono state catturate dalle forze armate siriane e i militanti dell’ISIS hanno un solo stretto corridoio per evacuare dalla città o scegliere di affrontare i militari siriani in una battaglia casa per casa.La cittadina risulta ancora popolata. Numerosi strike aerei siriani e russi nell’area stanno preparando l’assalto delle truppe di terra.

Nel suo messaggio Urbi et Orbi dalla basilica vaticana Papa Francesco si è così espresso sulla Siria: “Cristo risorto indica sentieri di speranza alla cara Siria, Paese dilaniato da un lungo conflitto, con il suo triste corteo di distruzione, morte, disprezzo del diritto umanitario e disfacimento della convivenza civile. Alla potenza del Signore risorto affidiamo i colloqui in corso, affinché con la buona volontà e la collaborazione di tutti si possano raccogliere frutti di pace e avviare la costruzione di una società fraterna, rispettosa della dignità e dei diritti di ogni cittadino.


Mappa dell’area di Palmira e Qaryatayn al 27 marzo 2016 @PetoLucem

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Aggiornamento del 26.03.2016

Ieri sera, in seguito all’ingresso delle forze armate siriane all’interno di Palmira, i miliziani dell’ISIS hanno effettuato un contrattacco anche con azioni suicide costringendo le truppe di Damasco a riposizionarsi. Questa mattina l’esercito siriano ha ripreso l’offensiva da nord e da sud-ovest. Si combatte tra le strade di Palmira, in particolare nel quartiere di Al-Badiyah.
L’esercito siriano ha riconquistato il quartiere settentrionale di Al Amiriyah, il colle di Tel Al Sekry. Controlla l’area dell’ospedale nazionale, il quartiere di Al Dyamila, l’intero sito archeologico, il vasto frutteto, il castello arabo. Nel tardo pomeriggio l’esercito è entrato nell’aeroporto che tuttavia non è completamente in suo possesso per l’ampia presenza nel perimetro di ordigni esplosivi. Approssimativamente l’esercito siriano controlla poco più della metà di Palmira. Poco prima delle 19 fonti pro opposizione riconoscono che Palmira sia in parte in mano al governo ma non completamente e che combattimenti sono in corso nei distretti nord ed est.
Molto numerosi i raid aerei sia da parte russa che siriana a copertura dell’avanzata dell’esercito. Fonti non confermate riferiscono della partecipazione alla battaglia anche di specnaz russi.

Sono segnalate molte perdite nelle file dell’ISIS, il giornalista Elijah J. Magnier ‏riferisce di un totale di 432 miliziani uccisi in 18 giorni.
Un certo numero di vittime anche fra i governativi compreso il Generale maggiore Ahmad Hamada comandante della 138° brigata che è caduto in battaglia a Palmira. Nelle liste dei caduti in combattimento si leggono i nomi di soldati della costa siriana da Tartous e Latakia.
Le operazioni sono condotte da Suheil al Hassan comandante delle Forze Tigre.

Media:
Il castello medievale risulta parzialmente danneggiato “per atti deliberati di demolizione” da parte dei militanti dell’ISIS soprattutto all’interno delle mura.(Agenzia SANA)

بالفيديو رفع علم الجمهورية العربية السورية على قلعة تدمر

Pubblicato da ‎Syrian Reporters _ مراسلون سوريون‎ su Sabato 26 marzo 2016

Video del castello Qalah ibn Maan (XII-XVI sec.) liberato ieri.

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Aggiornamento del 25.03.2016

Le forze armate siriane hanno assaltato il centro della città dopo aver raggiunto ieri l’ampio frutteto e primi quartieri residenziali: l’azione viene portata da tre direzioni.
Nella mattinata di ieri vi abbiamo dato notizia dell’ingresso dell’esercito nell’area archeologica dapprima con la liberazione della Valle delle tombe e poi dell’intero sito.
Oggi, da sud l’esercito siriano è ufficialmente rientrato nella città moderna di Palmira nella zona della prigione di stato, dopo aver spezzato la prima linea dell’ISIS.
Dopo aver catturato l’ex base della brigata 550, le forze armate attaccano il centro anche da nord e da ovest, e le prime notizie riferiscono dell’irruzione da nord-est.
Inizialmente l’ISIS ha opposto resistenza all’interno della città, ma nel corso delle ore le forze siriane hanno liberato parte di Palmira, e con un’azione lampo si sono portati a 500 metri dall’aeroporto.
Crollo dell’ISIS a Palmira, ma fonti opposizione negano la conquista di quartieri e dell’aeroporto dopo contrattacco dei militanti
Contrariamente agli articoli apparsi su diversi siti arabi l’aeroporto, mentre scriviamo, non è stato ancora liberato.


(Mappa da Al Masdar News)


All’alba di oggi era stata liberata anche la collina delle telecomunicazioni (Tal Syria Tel) e l’esercito aveva immediatamente puntato all’antico castello. In mattinata il castello arabo di Palmira è stato liberato dall’esercito siriano. Continuano numerosi i raid aerei.


Si hanno maggiori dettagli sul consigliere militare russo morto a Palmira di cui abbiamo dato conto nella giornata di ieri. L’ufficiale russo, rilevato dall’ISIS ha dato le sue coordinate al pilota: il missile lo ha ucciso insieme ai combattenti nemici.


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Aggiornamento del 24.03.2016


La liberazione di Palmira appare ormai imminente, e potrebbe concretizzarsi nel giro di un paio di giorni. L’avanzata dell’esercito è tuttavia rallentata dal terreno impervio disseminato di ordigni esplosivi improvvisati. La resistenza dei militanti dell’ISIS è ancora intensa.

L’esercito è entrato questa mattina nell’area archeologica di Palmira
Liberata la valle delle tombe.
L’area risulta disseminata di ordigni esplosivi improvvisati anche su colonne e reperti romani, che dovranno essere disinnescati dal genio.

Le forze armate avanzano nell’area degli hotel a nord, e da sud-ovest dover aver catturato la rotonda che porta alla città e l’hotel Semiramide.
L’esercito è entrato anche nel vasto frutteto di Palmira.
Alle spalle dell’esercito è stato preso anche il villaggio di Al Dawa che era stato circondato.
L’attacco è guidato da Suheil Al Hassan detto la Tigre, comandante delle Forze tigre unità di elité dell’esercito coadiuvato da altri 16 gruppi armati e sotto la copertura aerea russa e siriana.
Oggi, un ufficiale russo (consigliere militare), impegnato nel coordinamento dei raid aerei russi è rimasto ucciso negli scontri.
Il ministero della Difesa della Russia comunica di aver colpito 146 obiettivi dell’ISIS solo a Palmira negli ultimi quattro giorni.
Questa sera il comando della coalizione a guida americana ha dichiarata di aver colpito 1 mezzo dell’ISIS presso Palmira.
L’esercito siriano, dal canto proprio, attacca dal cielo anche con elicotteri Gazelle.

L’assalto al centro di Palmira viene portato da tre direzioni.
A nord l’esercito si avvicina alla ex base militare.
Ad ovest è vicino alla collina del castello arabo Qalah ibn Maan ed appare già in controllo della collina delle telecomunicazioni (Tal Syria Tel).
L’esercito avanza soprattutto da sud-ovest attraverso l’area archeologica e il frutteto.
Nelle immagini diffuse dai reporter sul posto, si notato carri e blindati di tipo T-72B, T-62, ZPU-4, e BM-21.

Tutte le altre informazioni nell’aggiornamento del 23.03 qui sotto.

Nel maggio del 2015, in Siria, i militanti dell’ISIS entrarono nell’antica città di Palmira. Tutto il mondo fu scosso dalla notizia della distruzione di alcuni dei più antichi e famosi monumenti dell’antichità classica. Poche settimane dopo l’anziano ex direttore Al Asaad fu decapitato per non aver fornito informazioni su antichi reperti storici messi in salvo. La città nel deserto, già colonia romana, ricca di testimonianze storiche di grande valore è inclusa nella World Heritage List dell’UNESCO.

[Aggiornamenti nel corso della giornata]


(Il fronte di Palmira il 23 marzo, da una mappa del reporter sul terrreno @abozain6)

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Aggiornamento del 23.03.2016

L’esercito siriano, una volta completata la conquista dei principali rilievi, e il “triangolo di Palmira” sta ponendo le basi per una sicura avanzata verso la città. Si può supporre che nella strategia dell’esercito l’attenzione sarà rivolta a breve, in maniera massiccia, su alcune posizioni tenute dall’ISIS (Villa reale del Qatar, Al Dawa, Castello di Palmira) neutralizzate le quali si può iniziare l’assalto ai quartieri residenziali.

Oggi pomeriggio è giunta notizia che la famosa tenuta della famiglia reale del Qatar è stata liberata. I governativi controllano adesso gli accessi ad ovest e a sud della città, come ammettono in un tweet gli stessi attivisti locali pro opposizione. Ed è da questi due lati, ovest e sud, che l’esercito preme verso l’area archeologica e la città moderna di Tadmur.
Si può dichiarare che l’esercito tiene l’area archeologica in controllo di fuoco (“under fire control” nella definizione militare americana).

Dall’altoparlante i militari siriani invitano la popolazione ad abbandonare l’area, attraverso una via di fuga, per non frapporsi tra il fuoco siriano e quello dell’ISIS
Militanti islamisti ed attivisti dell’opposizione stanno lasciando l’area.

Appena fuori Palmira, si combatte all’hotel Semiramis che potrebbe essere liberato nella notte. Rapporti di molte perdite da entrambe le parti. L’hotel Semiramide è sito nelle vicinanze della necropoli sud-ovest dell’antica città e al grande frutteto.
Presa anche la stazione di servizio di benzina non distante dal frutteto di Palmira. Una foto aerea mostra del fumo levarsi dal frutteto. Soldati sono posizionati sulla collina del castello di Palmira. Alle loro spalle il villaggio di Al Dawa è circondato.

Siamo a 850 metri da Palmira città. Tra qualche ora, se Dio vuole, dichiareremo la città completamente sicura“ ha dichiarato un militare siriano che partecipa alle operazioni. Mentre Sputnik raccoglie sin dal primo pomeriggio le dichiarazioni di un generale dell’esercito che riferisce che con armi leggere i militari sono entrati nell’“area storica” di Palmira. Questo, mentre l’agenzia russa TASS riporta la notizia che fonti militari di Damasco riferiscono che l’intera città è già sotto controllo di fuoco. La Russia ha un ruolo determinante nella battaglia grazie alla continua copertura aerea.

Esiste la concreta possibilità che le forze armate entrino in Palmira entro un giorno o due.

Le unità dei Falchi del deserto hanno dichiarato di aver eliminato in un solo giorno 70 combattenti dell’ISIS.
Ieri, in chiusura della giornata, Leith Fadel ha comunicato l’arrivo sul fonte di altre due formazioni siriane che prendono parte alla battaglia, si tratta di Fouj Al-Joulan (Reggimento del Golan) e Liwaa Suqour Al-Quneitra (Aquile di Al-Quneitra). Senza timore di esser smentito posso riferire che queste unità sono a maggioranza drusa. La lunga lista delle unità presenti a Palmira si aggiorna in questo modo:

ESERCITO SIRIANO:
Forze Tigre = unità di elite, guidata dal Gen. (Col.) Suheil Al Hassan, comandante delle operazioni;
67a Brigata della 18a divisione corazzata dell’esercito siriano;
Fouj Al-Mughawayr Al-Bahir = “Marines” siriani;
PARAMILITARI SIRIANI:
Liwaa Suqour Al-Sahra = Aquile del Deserto (paramilitari siriani noti per essere stati addestrati dai russi);
NDF (Forze di difesa nazionali / forze popolari siriane);
SSNP (Partito Siriano Socialista Nazionale composto prevalentemente da assiri);
Dara’ Qalamoun (Scudo del Qalamoun, unità paramilitari filo governative);
Kataebat Al-Ba’ath (Battaglione del partito Baath di Assad al potere);
Fouj Al-Joulan (Reggimento del Golan = Drusi);
Liwaa Suqour Al-Quneitra (Aquile di Al-Quneitra = Drusi);
Liwaa Al-Badr.
PARALIMILITARI STRANIERI:
Hezbollah (resistenza libanese);
Liwaa Imam Ali (milizia sciita irachena);
Harakat Al-Nujaba (altra milizia sciita irachena);
Kataeb Hezbollah (come le precedenti);
IRCG: Guardie della Rivoluzione dell’Iran;
Liwaa Al-Fatemiyoun (paramilitari afgani).

I siriani, dalle forze armate a gruppi di volontari (delle più diverse confessioni religiose) sono appoggiati da militari e paramilitari libanesi, iracheni, iraniani e afgani.

A questi gruppi sul terreno si aggiunge la forza aerospaziale russa.

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Aggiornamento del 22.03.2016

Novità di rilievo della giornata è la cattura del “Triangolo di Palmira” ad ovest della città, da parte dell’esercito siriano che ha ormai preso il totale controllo di Jabal Hayyal (monte Hayyal).

E’ stata interamente presa anche la collina 700 ed ora la famosa tenuta della famiglia reale del Qatar è a distanza di tiro.

Le forze armate continuano ad attaccare sulla montagna di Al Tar (Jabal Al-Tar).

L’esercito è stato anche in grado di entrare nella centrale elettrica sulla strada Qarytayn-Palmira. Altri progressi sono segnalati nella periferia di Qarytayn.

Sempre ad ovest di Palmira, si tenta ancora di conquistare il piccolo ma strategico villaggio di Al-Dawa di cui sono state prese dai siriani e loro alleate solo alcune fattorie.

I raid russi nei dintorni di Palmira hanno centrato alcuni veicoli armati dei militanti, e preso di mira anche i dintorni degli impianti petroliferi della vicina Sukhanah.

L’agenzia Amaq dell’ISIS, che ha diffuso la rivendicazione dell’attacco odierno a Bruxelles, è molto attiva nel coprire il fronte di Palmira con informazioni sul contrattacco dei militanti.

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Aggiornamento del 21.03.2016

L’esercito siriano è all’attacco su Jabal Al-Tar, strategica montagna ad ovest di Palmira e risulta aver catturato altre due colline su Jabal Ayann.
Le forze armate hanno preso il controllo delle fattorie di Al Dawa nella pianura ad ovest della città.
L’intensità dei combattimenti è tale che si è verificato uno spiacevole episodio di fuoco amico: 17 “marines” siriani sono stati uccisi ed altri feriti da un missile russo.
Secondo Al Masdar news, forze speciali delle Guardie della Rivoluzione dell’Iran, unitamente ad una formazione paramilitare afgana, hanno raggiunto le colline di Palmira per prender parte alla battaglia. Il contingente militare si è ulteriormente rinforzato e il numero delle nazionalità dei combattenti pro governativi è ufficiosamente salito di altre due unità. Sul terreno sono ora dispiegati siriani, libanesi, iracheni, iraniani ed afgani, con la copertura aerea russa, oltre a sparuti volontari di altre nazionalità. Nelle file dell’ISIS, oltre a siriani ed iracheni, si contano diversi combattenti stranieri.

Oltre che per l’importanza storica, la liberazione di Palmira può avere un impatto determinante nel conflitto siriano per la sua posizione strategica. Intorno Palmira c‘è una vasta area desertica: se l’ISIS perde Palmira si vede decurtato di una consistente fetta di territorio.

Nella giornata di oggi l’esercito ha ottenuto importanti risultati ad Al Qarytayn con l’assalto di 6 cime presso Wadi Al-Tabah nei dintorni della cittadina, conquistandole. Queste colline tra quota 875 e 908 metri controllano la strada per Palmira che a questo punto è stata tagliata, lasciando i militanti senza una vitale linea di rifornimento.

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Aggiornamento del 20.03.2016

Questa notte le forze armate siriane e i loro alleati stanno proseguendo le operazioni militari che hanno l’obiettivo di liberare Palmira dall’ISIS. L’assalto alla città viene portato da tre diverse direzioni. In prima linea combattono le Forze Tigre (unità di elite), la 67a Brigata della 18a divisione corazzata dell’esercito siriano, i paramilitari delle “Aquile del Deserto”, i “marines” siriani e i combattenti libanesi Hezbollah e di più gruppi sciiti a maggioranza irachena.
Si combatte sia sulle strategiche colline che nella piana ad occidente di Palmira.
In particolare l’esercito ha liberato Jabal Musharif ed eliminato diversi militanti su questa altura, confiscando armamenti e munizioni. Tra le vittime sono stati riconosciuti anche jihadisti di nazionalità francese.

L’aviazione russa ha intercettato e distrutto un convoglio di pick-up dell’ISIS che portava combattenti attraverso il deserto in direzione di Palmira.
Nel tardo pomeriggio l’esercito siriano ha definitivamente tagliato la principale linea di rifornimento dell’ISIS lungo la strada Ithriya-Palmyra prendendo il controllo di due strategiche colline. Questo evento mette in ulteriore difficoltà i combattenti asserragliati nella città.

Smentite le voci di una prima infiltrazione di truppe all’interno della periferia abitata di Palmira; questi rapporti dalla Siria sono un chiaro indice dell’enorme attenzione ed attesa dell’opinione pubblica locale. Di certo le truppe sono molto vicine alla città ancora protetta da alcune poche colline che restano da liberare.
Se oggi o domani le forze al comando di Suheil Al Hassan riuscissero a progredire nella conquista delle colline, indispensabili per il controllo della pianura, e a mettere a segno un ulteriore successo nei fronti aperti tra Al-Dawa, la tenuta della famiglia reale del Qatar, il Castello di Palmira, e la base della 550° brigata, si troverebbe nelle condizioni di poter sferrare l’assalto decisivo alla città.

Sempre nel governatorato di Homs, a Quraytayn, antica città assiro-cristiana da questa estate in mano all’ISIS, l’esercito siriano è vicino all’ingresso dopo aver catturato altre strategiche colline.

Giova ripetere che il cessate-il-fuoco in corso in Siria non si applica a Palmira e in tutte le aree tenute dall’ISIS e da Al Nusra.

L’antica città di Palmira è patrimonio mondiale dell’UNESCO. L’ONU ha dichiarato un crimine di guerra la distruzione di antichi reperti della storica città, considerata dai siriani la culla della loro civiltà.

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Aggiornamento del 19.03.2016

Le notizie dal campo di battaglia della giornata di ieri sono state tutte favorevoli alle forze armate siriane e loro alleati nello scontro con l’ISIS, rovesciando le cronache del giorno precedente favorevoli ai militanti pur nella perdita di terreno. L’attacco viene portato da diverse direzioni.

Con la conquista della strategica collina di Tal Areen che sovrasta Palmira, i governativi si trovano, adesso, a meno di un chilometro dal centro abitato.
Il tratto che separa l’esercito siriano dalle prime abitazioni è tuttavia costellato di trappole esplosive, come il perimetro dell’area archeologica. Inoltre, la resistenza dei militanti dell’ISIS presso il piccolo villaggio di Al Dawa ad ovest di Palmira non è stata ancora vinta; se i militanti dovessero continuare a combattere invece che ritirarsi verso Palmira, rischiano però di trovarsi circondati.
Altri progressi sono stati registrati sulle colline che danno sulla ormai famosa tenuta della famiglia reale del Qatar, fortezza dell’ISIS, ormai distante poche centinaia di metri, nel piccolo villaggio del deserto di Wadi Dhakara. Altro terreno guadagnato sulla strada dell’ex quartier generale della 550° brigata.
I raid russi sull’aeroporto e la parte orientale di Palmira sono stati efficaci, più elicotteri mi-24 sono entrati in azione sulle colline.
I siriani hanno preso il controllo di punti strategici per il controllo della città e tengono saldamente in mano l’autostrada che porta a Palmira.

Oggi gli aerei russi hanno centrato su monte Quassoun una postazione dei militanti distruggendo 3 pick-up equipaggiati con armamento anti-aereo e lasciando sul terreno 18 combattenti. Distrutta anche una stazione di comunicazione. Simile bersaglio è stato distrutto a Qarytayn.

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Aggiornamento del 18.03.2016

La forza aerospaziale russa oggi sta pesantemente martellando Palmira e immediati dintorni. Solo questa mattina sono stati segnali oltre 40 strike, prevalentemente nell’area dell’aeroporto. Il Cremlino ha ufficialmente smentito la presenza di truppe di terra sul fronte di Palmira. Occorre comunque dare conto di più avvistamenti di militari russi nelle ultime settimane, che potrebbero essere facilmente identificati come volontari e a questi andrebbero ricondotte le perdite segnalate ieri, con tanto di documentazione fotografica, da fonti pro-ISIS. Una fonte militare russa ha dichiarato, oggi, che ormai è stato preparato il terreno per sconfiggere ISIS a Palmira.

Questa notte è riuscito l’assalto dell’esercito siriano ed alleati sulla collina al-Matar prospiciente quella dell’antico castello di Palmira (Qal’at Tadmur) che ora è “under fire control”, in pieno controllo del fuoco. L’attacco sui militanti asserragliati sulla collina del castello è effettuato con missili termobarici per evitare maggiori danni all’antica struttura difensiva araba.

Questa mattina l’Emiro (capo militare) di Palmira Sultan bin ‘Abdel-Rahman, un libanese, è stato ucciso dall’esercito.

Si combatte nelle aree di al-Hayal, al-Muthalath, al-Zakareh. Il principale ostacolo sulla via di Palmira è il villaggio di al-Dawa in cui si sono asserragliati numerosi combattenti dell’ISIS. Come raccontato più volte in questa lunga cronaca il villaggio è stato meta di combattimenti per lunghi mesi, più volte liberato dall’esercito e più volte riperso.

Le forze siriane hanno conquistato altre piccole ma strategiche alture presso la Villa di proprietà della famiglia reale del Qatar.

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Aggiornamento del 17.03.2016

Nelle ultime 24 ore la battaglia di Palmira si è riaccesa con grande violenza.
Ieri un poderoso assalto dell’ISIS sulla collina “900” di Monte Hayann è stato respinto dall’esercito siriano che l’aveva conquistata due giorni prima. Dozzine di militanti sarebbero rimasti uccisi negli scontri.
Ancora oggi è l’ISIS a tentare un contrattacco, stavolta in pianura con una serie di 5 veicoli blindati equipaggiati con cariche esplosive: in tutti i casi i mezzi sono stati distrutti prima di colpire l’obiettivo causando la distruzione dei mezzi e la morte dei militanti suicidi.
Sempre l’ISIS oggi mostra immagini di quello che viene identificato come il corpo di un consigliere militare russo che sarebbe stato ucciso in battaglia ad ovest di Palmira, con relativo equipaggiamento. La notizia era già circolata due giorni fa, poco dopo l’annuncio dell’imminente ritiro della maggior parte delle truppe comunicata dal presidente Putin. Nessuna conferma da parte russa. Potrebbe trattarsi, in realtà, di un militare delle forze speciali siriane con equipaggiamento russo. In serata l’ISIS ha pubblicato nuovo materiale fotografico (alquanto raccapricciante) e rivendicato l’uccisione di altri 4 militari russi, forse Specnaz, in un secondo punto. La notizia, non ha ricevuto alcuna conferma. Forte propaganda dell’ISIS quest’oggi, con altre fonti pro militanti che forniscono i numeri di 12-18 combattenti hezbollah che sarebbero caduti alle porte di Palmira, in seguito all’esplosione di un veicolo trappola.

Il presidente della Federazione russa oggi ha espresso la sua speranza per la liberazione di Palmira, mentre l’ambasciatore siriano a Mosca Riyad Haddad ha sottolineato l’importanza della collaborazione russa per l’offensiva.

Le forze siriane stanno avanzando su Palmira da tre diverse direttrici. La battaglia potrebbe infiammarsi a breve presso il palazzo della famiglia reale del Qatar, trasformato in fortezza dai militanti.
Si combatte anche a Wadi Al-Thakara alla periferia occidentale di Palmira con l’esercito siriano che tenta di sfondare le difese dell’ISIS. Poco fa, una foto pubblicata sui social, mostra trincee e tunnel dell’ISIS appena catturate dai siriani in quella località.

Intanto, il reporter Eyad Alhosayn diffonde la foto di una lunga colonna di “marines”, fucilieri di marìna siriani che da Latakia vengono inviati a rinforzare il dispositivo militare a Palmira. Con questi rinforzi e l’arrivo di un gran numero di combattenti Hezbollah il contingente militare a guida siriana dovrebbe raggiungere le 5500 unità secondo Leith Fadel.

Alcuni strike aerei hanno interessato le vicinanze dell’aeroporto civile di Palmira.

Il giornale Al Alalam riferisce quest’oggi di decine di combattenti islamisti in fuga dalla zona dei combattimenti di Palmira. Di certo, dalle colline conquistate dall’esercito, i soldati ora vedono la città ad occhio nudo e l’aeroporto con l’ausilio di strumenti ottici.
Servizio televisivo russo dal monte Hayann

Intanto a Deir Ezzor, meta successiva dell’esercito siriano, l’esercito ha messo sotto “fuoco controllato” l’area petrolifera di Thayyem, proprio mentre l’ISIS è costretto ad inviare rinforzi dalla fertile area dell’Eufrate tramite l’arteria stradale che conduce attraverso il deserto a Palmira, autostrada, tra l’altro, continuamente bombardata dall’aviazione che mira ai convogli dell’ISIS.

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Aggiornamento del 15.03.2016

I rapporti provenienti da Palmira riferiscono di intensi combattimenti.
La forza aerea russa continua ad assere parte della battaglia, mentre in queste ore è iniziato il rientro in Russia della maggior parte delle forze, come annunciato ieri dal presidente Putin.
Come prima conseguenza, è ora la forza aerea siriana ad attaccare con maggiore frequenza le postazioni dell’ISIS, e risulta aver distrutto un deposito di munizioni.

I soldati siriani sul terreno e i loro alleati stanno pagando un alto tributo di sangue. Nonostante le perdite, continuano a pervenire notizie di ulteriori guadagni territoriali lungo le diverse direttrici dell’operazione, e in particolare nella zona di Al Dawa e in direzione della base militare della 550° Brigata attualmente occupata. I soldati si muovono in terreni disagevoli e disseminati da numerose trappole esplosive.
Dal canto suo l’ISIS diffonde un video con i corpi di “iraniani” presumibilmente miliziani sciiti che affiancano l’esercito nell’offensiva.

Poco fa è giunta notizia che sulla catena montuosa Hayann, l’esercito ha assaltato e conquistato sia la “cima 900” che la “cima 1000”, questo significa che la quasi totalità del monte è stato conquistato. Queste colline sovrastano direttamente la zona archeologica che ora viene osservata ad occhio nudo dai soldati.

Notizie non verificate, riferiscono che una parte dei militanti da Palmira si starebbe ritirando verso la provincia di Hama.

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Aggiornamento del 14.03.2016

Proseguono violenti i combattimenti lungo le tre direttrici dell’avanzata dell’esercito siriano negli immediati dintorni del centro abitato. Questa mattina l’esercito ha catturato, dopo duri scontri, due postazioni tenute dall’ISIS sui monti Hayyal ad ovest di Palmira (Jabal Hayyal), una sulle alture delle antiche cave a nord e la collina a quota 800 ad ovest. Nel tardo pomeriggio anche la collina “853” situata appena ad est della collina 800 sul monte Hayyal è stata conquistata al termine di un violento combattimento. Probabilmente l’attacco decisivo sarà portato proprio da ovest con i carri armati T-90 dotati di contromisure per evitare maggiori danni da missili anti-carro.


(T90 Siriani di fabbricazione russa, camouflage da deserto, dispiegati sul campo di battaglia di Palmira 14.03.16)

Sono molto intensi i lanci di razzi su Palmira e dintorni.
La copertura aerea è altrettanto intensa e si concretizza sia attraverso caccia-bombardieri che con elicotteri d’assalto russi.
La Russia continua a prendere di mira le linee di rifornimento sulla strada che collega Al Sukhanah (in mano ai militanti) da Palmira.

Pochi minuti fa il Presidente ‎Putin‬ ha dichiarato raggiunti gli obiettivi in ‪‎Siria‬ ed ha ordinato il ritiro, a partire da domani, di una parte consistente delle forze russe lì dispiegate. Restano operative le 2 basi aeree e navali. Della decisione ha informato il suo omologo siriano, Bashar Al Assad.
Il ministro della difesa russo Shoigu ha intanto dichiarato che le autorità siriane hanno ripristinato il controllo dei tre principali campi petroliferi nei dintorni di Palmira e che truppe siriane stanno iniziando l’offensiva per liberare la città.


(Elicottero d’assalto delle forze aerospaziali russe 14.03.16 Mi-24?)

Poco fa, l’Emiro dell’ISIS a Palmira, il palestinese Khalil Mohameed è stato ucciso da un razzo dell’esercito siriano che ha centrato il quartier generale nella città, come riportato da Leith Fadel in una breaking news. Da altre fonti si apprende che tra 25 militanti uccisi ci sono un cittadino belga ed un giordano.

Da un post di un privato su Twitter sembra che Palmira sia priva di elettricità ed acqua potabile, quest’ultima è ricavata da pozzi mentre l’uso delle telecomunicazioni sarebbe vietato dall’ISIS.

I siriani sono poco distanti dall’ospedale nazionale che è stato trasformato in una base dell’ISIS, i cui militanti difendono in gran numero le loro posizioni.

L’attacco viene portato dall’esercito siriano che comprende forze speciali e unità paramilitari, ed è appoggiato dalle forze aerospaziali russe e da formazioni libanesi e irachene. La grande perdita di vite umane durante l’avanzata verso Palmira è evidenziata da una cifra ufficiale ripresa da Al Masdar: nelle ultime 72 ore sono caduti 38 soldati siriani. Le perdite nelle file dei militanti islamisti sono sconosciute. Non mancano vittime civili nel centro abitato.

Consiglio di leggere i precedenti aggiornamenti per una visione d’insieme dell’attacco in corso. L’azione militare siriana suscita grande interesse sui media di mezzo mondo, e particolarmente su quelli russi; quasi totale silenzio invece dai quotidiani italiani e di altri paesi europei.

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Aggiornamento del 13.03.2016

(Ore: 12.58)
+++Iniziato l’assalto per liberare Palmira dall’ISIS+++
++Due postazioni nell’area archeologica, nei pressi dell’antico acquedotto, finora in mano all’ISIS, sono state liberate++

(Il fronte di Palmira il 13 marzo, da una mappa di @PetoLucem. Giallo = Esercito siriano / Grigio = ISIS)

L’esercito siriano ha iniziato l’atteso assalto per liberare Palmira dall’ISIS.

L’attacco è portato da tre diverse direttrici, da nord, da ovest e da sud-ovest. Le Forze Tigre di Suheil Al Hassan sono entrate in azione.
Questa mattina era iniziato l’assalto all’antico castello arabo di Palmira. L’esercito siriano attacca con missili termobarici (TOW) per ridurre i danni al patrimonio storico. Presumibilmente si tratta di missili Kornet di fabbricazione russa, normalmente utilizzati come arma anticarro ma che nelle ultime settimane sono stati impiegati contro la fanteria sulle montagne di Latakia.

In contemporanea l’esercito prende il controllo della quasi totalità del monte Hayann a sud-ovest ed è vicinissimo alla fortificazione dell’ISIS presso la villa reale del Qatar. Si registrano scontri in pianura ad est di Al Bayarat, villaggio controllato dal governo ad occidente di Palmira.

In serata Chris Tomson segnala per Al Masdar News, l’avvenuta cattura di tre strategiche colline nell’area delle antiche cave di Palmira, mentre è ancora in corso la battaglia sul castello arabo. Viene anche confermato che l’esercito ha raggiunto l’area archeologica.

La battaglia è davvero sanguinosa con perdite consistenti da entrambi i lati. Preferiamo non diffondere cifre non ufficiali e comunque non verificabili. Per avere la meglio sui difensori potrebbero servire diversi giorni con scontri casa per casa.

L’aviazione russa da stamattina bombarda con insistenza le postazioni ISIS sulla strada che da Al Sukhanah porta a Palmira.

Media:
Lanciatore TOS-1A impiegato contro postazioni ISIS a Palmira in un filmato di Russia24 (Россия 24)


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Aggiornamento del 12.03.2016

Dopo i pesanti combattimenti di ieri a nord ovest di Palmira anche per la giornata odierna si susseguono rapporti di scontri armati.
Ieri l’esercito regolare ha distrutto quattro postazioni, un grande deposito di munizioni ed un centro di comando dell’ISIS. Le posizioni degli islamisti vengono colpite da terra con i lanciarazzi pesanti multipli “Grad” e i cannoni “D-30”. Secondo il corrispondente di Ria Novosti ripreso da Sputnik news all’interno di Palmira si trovano ben duemila militanti con carri armati, veicoli blindati, lanciarazzi, mortai e mitragliatrici pesanti.

Oggi i combattimenti sono in corso presso i villaggi di Al Dawa e Wadi Al Dhakhara già teatro di duri scontri negli ultimi mesi. In contemporanea un’altra unità dell’esercito avanza sui monti Hayyan a sud ovest e conquista la cima 753. In questo modo l’esercito è a pochi centinaia di metri dalla villa della famiglia reale del Qatar trasformata in un centro fortificato dall’ISIS. Questo edificio, di cui abbiamo già parlato negli scorsi mesi, è l’ultimo avamposto dei militanti ad 1 km dall’ingresso occidentale.

Un nuovo contingente di combattenti hezbollah è giunto ad ovest di Palmira per rinforzare il già massiccio schieramento dell’esercito siriano e dei suoi alleati, in vista del previsto assalto che scatterà al momento opportuno. L’intenzione delle forze di terra capeggiate dalle Forze Tigre è di intervenire non appena gli strike aerei avranno sgretolato la prima linea nemica. Dal canto suo l’ISIS in un comunicato afferma di aver respinto un attacco del governo ad ovest di Palmira.

Da parte russa, ieri sono stati contati più di 25 raid dell’aviazione. Anche oggi sono stati segnalati diversi strike. A tal proposito è bene ribadire che i piloti russi hanno ricevuto precisi ordini di non colpire i siti archeologici.

Intanto, fonti militari ufficiali siriane raccolte da Al Masdar news, hanno comunicato che è intenzione dell’esercito siriano procedere alla liberazione di Palmira per marciare il prima possibile su Deir Ezzor, dove 4000 militari, principalmente delle forze aviotrasportate, difendono 150.000 civili assediati da lungo tempo dai combattenti dell’ISIS. Per raggiungere l’obiettivo è necessario liberare interamente l’autostrada che da Palmira, attraverso il vasto deserto ricco di giacimenti petroliferi, porta alla grande città di Deir Ezzor sulle rive dell’Eufrate.

Non più di 5000 civili sono rimasti a Palmira. L’antica città è inclusa nella World Heritage List dell’UNESCO.

Media:
Servizio di Rossija TV del 10 marzo direttamente dalla prima linea siriana

Filmato da Palmira via YouTube
(Danni, presumibilmente, da strike aerei. Video caricato il 12 marzo)

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Aggiornamento del 10.03.2016

Nelle ultime 24 ore sono stati contati fino a 100 strike aerei da parte russa e probabilmente siriana su Palmira e immediati dintorni.
Sono in corso scontri alla periferia occidentale e meridionale. Che la situazione sia attualmente fluida emerge dalle cifre fornite da osservatori diversi, tutte da verificare. Sarebbero 70 i militanti dell’ISIS uccisi o rimasti feriti nei raid, mentre voci discordanti provenienti da attivisti anti-Assad riferiscono di varie perdite nelle file dell’esercito.

In realtà, come riportato nei precedenti aggiornamenti, le forze armate sul terreno attendono il momento opportuno per lanciare l’assalto finale alla città e ricatturare anche il sito archeologico.

Nel frattempo ad Al-Qaryatayn, sempre nella provincia di Homs, le unità speciali dell’esercito siriano hanno effettuato nuove azioni sul terreno ed hanno preso il controllo di due colline a sud-ovest del centro abitato che ora è nella morsa dell’esercito.


(10.03.16 Uno strike aereo sul monte che ospita il castello arabo, visto da Palmira. Da @PalmyraRev1)


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Aggiornamento del 09.03.2016

Le forze armate siriane nella notte di lunedì sono entrate nel castello di Palmira (Qal’at Tadmur) prima di uscirne nuovamente al fine di consentire gli strike aerei russi sui militanti dell’ISIS asserragliati sulla monte Qassoun (Jabal Qassoun). Nella giornata di ieri l’esercito ha preso possesso di alcune postazioni nella zona di Wadi Al-Dhakara.

Il capo redattore di Al Masdar News, Leith Fadel ha aggiornato via twitter il nome delle unità che partecipano all’offensiva di Palmira, per un totale di 12 gruppi diversi.
Per i lettori italiani è bene fornire indicazioni più dettagliate. Le forze impegnate nell’attacco, sono le più volte citate Forze Tigre (unità di elite) e la 67a Brigata della 18a divisione corazzata dell’esercito siriano, le Aquile del Deserto (paramilitari siriani noti per essere stati addestrati dai russi), le forze di difesa nazionali (NDF, forze popolari siriane), SSNP (Partito Siriano Socialista Nazionale composto prevalentemente da assiri), Dara’ Qalamoun (Scudo del Qalamoun, unità paramilitari filo governative), Kataebat Al-Ba’ath (Battaglione del partito Baath di Assad al potere), i libanesi di Hezbollah, Liwaa Imam Ali (milizia sciita irachena), Harakat Al-Nujaba (altra milizia sciita irachena), Kataeb Hezbollah (come le precedenti), Liwaa Al-Badr.

Un contrattacco dell’ISIS nelle periferie ad al-Maqale’a, Thaniyeh al-Rajmeh e Dhuhour al-Hayyal è stato respinto dall’esercito.

Sulla città e dintorni, tra ieri ed oggi, si è abbattuto un numero incessante di raid da parte dell’aviazione di Damasco e di quella di Mosca. Diversi i raid in periferia tra Sawwanah e al-Bayarat. Molte demolizioni sono segnalate all’interno della città e nella piazza principale. Secondo attivisti locali, in questo momento la situazione umanitaria a Palmira è pessima: i negozi sarebbero a corto di viveri per i 5000 civili che sono rimasti nella città controllata dall’ISIS tra mille restrizioni.

In queste ore un gran numero di soldati si è concentrato ad ovest di Palmira e l’assalto finale per la liberazione della città appare ormai imminente.

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Aggiornamento del 07.03.2016

L’esercito ha come obiettivo il castello arabo alle porte di Palmira

Questa notte è giunta la notizia che il comando delle operazioni a Palmira è stato affidato al comandante delle Forze Tigre Suheil Al Hassan e ciò indica l’imminente inizio dell’assalto finale. Altre fonti, invece, negano che la battaglia stia per iniziare e che i combattimenti in corso rientrano nelle normali fasi di belligeranza su questo fronte.

Ad ogni modo, ieri l’esercito ha preso il totale controllo delle storiche cave di Palmira. Poco fa le forze armate siriane, ora guidate dalle Forze Tigre, hanno raggiunto l’ultima collina del monte Qassoun (Jabal Qassoun) ad ovest di Palmira dopo una violenta battaglia iniziata stanotte contro l’ISIS. In questo momento l’esercito ha nel mirino i militanti racchiusi nel castello arabo di Palmira, l’ultima fortificazione prima della città.
Nelle ultime ore, però giunge notizia che l’esercito ha ripiegato sulle precedenti posizioni, in attesa di nuovi ordini.

Se il castello alle pendici di Palmira fosse catturato, le forze armate avrebbero facile accesso al sito archeologico e all’ospedale di Palmira distante 1 km e mezzo. Le unità nella pianura sono invece a 3 km dall’ingresso occidentale.

Pesanti strike aerei russi accompagnano l’azione delle truppe di terra.

Nel corso di un’imboscata nelle vicinanze di Palmira (Tadmur) l’esercito ha intercettato una colonna dell’ISIS e secondo una fonte militare sono stati uccisi circa 60 militanti.

Il comandante Al Hassan, noto per aver rifiutato più volte la promozione a generale dell’esercito, e per essere stato premiato dal ministero della difesa russo, è stato al comando di tutte le principali operazioni contro l’ISIS degli ultimi mesi. Al Hassan “la Tigre” ha comandato in prima linea la liberazione dall’assedio di oltre due anni della base aerea di Kuweires, l’accerchiamento dell’ISIS ad Aleppo Est, e infine pochi giorni fa il recupero dell’autostrada Khanasser-Ithriya l’unica via di comunicazione in mano al governo dal centro al nord della Siria (da Hama ad Aleppo).


Suheil Al Hassan

L’esercito siriano ha chiaramente messo nel mirino oltre alla storica Palmira, anche la città cristiana di Quraytayn, entrambe nel governatorato di Homs. Oggi ci sono stati ulteriori progressi presso Quraytayn.

(Il fronte di Palmira, da una mappa di @PetoLucem. Giallo = Esercito siriano / Grigio = ISIS)

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Aggiornamento del 05.03.2016

I combattimenti ripresi alle porte di Palmira con rinnovato vigore, hanno ristabilito la situazione di vantaggio a favore delle forze armate siriane impegnate nell’offensiva contro l’ISIS che attualmente controlla la storica città del deserto.

I lealisti siriani avanzano da due diverse direttrici. I maggiori progressi si registrano presso le antiche cave di Palmira (a nord) dove è stata catturata la collina di Tal Halawa, nel villaggio di Al Dawa e ancora ad Al-Bayarath. Con la riconquista di quest’ultima località i governativi hanno ristabilito le loro posizioni a meno di 3 km dall’ingresso occidentale di Palmira. Inoltre ci sono stati progressi sulle montagne di Qassoun situate ad occidente, che controllano dall’alto la valle di Palmira.

Le operazioni sono condotte principalmente dalla 67a brigata della 18a divisione corazzata dell’esercito impegnata sin dall’estate sul teatro di guerra e da nuove unità recentemente dispiegate. Si tratta delle unità denominate “Forze Pantera” dell’esercito (parte delle più famose Forze Tigre impegnate ad Aleppo est) e dalle “Aquile del Deserto”. Quest’ultima formazione paramilitare siriana il cui nome in arabo è Liwaa Suqour Al-Sahara, direttamente addestrata da personale militare russo, è stata impegnata finora, con successo, sulle montagne di Latakia (Laodicea) consentendo ai governativi di liberare quasi tutta la provincia dai militanti di Al Nusra (affiliata Al Qaeda), del cosiddetto Free Syrian Army e dei ribelli turkmeni e filo turchi. Operano nell’area palmirena, inoltre, combattenti alleati di altre nazionalità, come gli hezbollah libanesi.

In aggiunta alle operazioni di terra sono costanti i raid aerei tanto russi che siriani. Si ha, infatti, notizia che la forza aerea russa ha attaccato, nei dintorni, le postazioni dell’ISIS nei villaggi di Rasm Al Arnab e Wadi Al Abyad distruggendo centri di comando e soprattutto le linee rifornimento utilizzate dalle autocisterna per il traffico illegale del petrolio siriano.

Gli analisti concordano che queste operazioni sono propedeutiche all’assalto finale alla città, pianificato dal centro di comando multinazionale di Damasco, che richiederà l’invio di ulteriori unità militari non appena disponibili. Si attendono, infatti, il completamento dei lavori presso la vicina base aerea T4, e soprattutto la liberazione dell’antica città assira e cristiana di Al Quarytayn che sarebbe ormai circondata. Dal canto loro le forze dell’ISIS hanno dimostrato una certa resistenza e capacità di riorganizzazione, e di questo i liberatori siriani devono necessariamente tener conto.

Il sito archeologico di Palmira è incluso nella World Heritage List dell’UNESCO. La cattura da parte dell’ISIS nello scorso maggio e la distruzione di antichi monumenti hanno avuto vasta eco internazionale. Per ultimo, Sputnik Italia dà conto della recente distruzione (da confermare) di ulteriori colonne romane nell’area archeologica. La liberazione della città costituirebbe un notevole successo, anche mediatico, per la Siria e l’alleata Russia.

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Aggiornamento del 29.02.2016

Dopo una fase di stallo durata quasi un mese, questa mattina l’esercito siriano ha ripreso l’offensiva alla periferia di Palmira.

Sulle montagne di Jazal l’esercito ha prima strappato all’ISIS otto colline che consentono il necessario vantaggio nell’approccio alla città, e poi attaccato il villaggio di Al Dawa che aveva perduto all’inizio di febbraio.

Dopo intensi combattimenti l’esercito è rientrato nel villaggio di Al-Dawa ristabilendo così le precedenti posizioni nelle immediate vicinanze di Palmira.

Ad occidente di Palmira le forze governative, appoggiate da una formazione di combattenti libanesi di Hezbollah, in attesa dell’ordine di avanzare, sono arroccate a meno di 7 km dall’ingresso della città.

In aggiunta alle operazioni terrestri, sono segnalati intensi raid aerei su Palmira e dintorni.

Il 24 febbraio la 67esima Brigata aveva respinto un assalto dell’ISIS sulle località di Al Bayarat e Al Bardeh, lasciando sul terreno 20 militanti. Oggi la ripresa delle operazioni, in attesa del più volte pianificato attacco per la liberazione della città. Dal momento che la città è nelle mani dell’ISIS in questa zona non si applica il recente cessate-il-fuoco.

Intanto la testata svedese Expressen ha documentato, tramite una telecamera nascosta su un bus, la distruzione operata nel sito archeologico (vedi il filmato).

Palmira è famosa in tutto il mondo per il suo sito archeologico incluso nella World Heritage List dell’UNESCO.

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Aggiornamento del 02.02.2016

L’azione dei militanti dell’ISIS non si è mai arrestata ad ovest di Palmira nel tentativo di spingere indietro le forze governative impegnate a creare le condizioni per la liberazione della città. L’offensiva dell’ISIS si è spinta fino alle condotte del gas tra Shaer e la stazione di Al-Furqlus provocando un vistoso incendio, mentre oggi hanno catturato tre postazioni governative nella zona di Al Dawa, fronte estremamente volatile della battaglia di Palmira.
Gli aerei siriani e quelli russi continuano ad operare nell’area colpendo le postazioni delle forze di Al Baghdadi. Questa sera gli attivisti anti-assad di Palmira danno notizia del sorvolo degli elicotteri d’assalto russi sul castello arabo di Palmira, negli immediati dintorni della città e presso l’area archeologica. Le notizie di danni non possono, tuttavia, essere confermate.
E’ lecito aspettarsi un nuovo contro-assalto dell’esercito siriano, nelle prossime ore, per ristabilire la linea del fronte sulle posizioni precedenti.

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Aggiornamento del 30.01.2016

Due giorni fa sui social degli attivisti filo-islamisti di Tadmur/Palmira emergeva una preoccupante rivelazione: nella base aerea T4, distante solo 50km, si erano concentrate diverse unità di elementi di vari paesi e soprattutto sciiti: iracheni e iraniani. Nessuna certezza sulla loro reale missione, guardia alla base oppure attacco alla città in mano all’ISIS?

Il sito Al Masdar riferisce oggi dell’avvio di riunioni tra consiglieri militari dell’esercito russo e personale militare siriano presso la base aerea T4 di Jabal Tyas per preparare l’offensiva finale su Palmira. All’azione dovrebbero partecipare, come ho sopra riportato, diversi elementi delle forze paramilitari irachene.

L’inizio delle operazioni è previsto nel breve tempo.

Gli elicotteri russi per l’attacco al suolo dovrebbero essere impiegati nell’operazione. Come già raccontato nei precedenti aggiornamenti, si è a lungo parlato della possibilità di schieramento, presso la base T4, di uno squadrone aereo iraniano per il supporto a breve distanza delle operazioni militari a Palmira.

Le postazioni più avanzate dell’esercito sono attualmente a meno di 10 Km dall’accesso occidentale della città, dopo una serie di violenti scontri e rovesciamenti di posizione, avvenuti tra dicembre e gennaio tra i militari e i militanti dell’ISIS.

Palmira è un obiettivo di primaria importanza per l’esercito arabo siriano, la sua liberazione aprirebbe la strada verso l’assediata Deir Ezzor nella Siria nord-orientale.

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Aggiornamento del 19.01 / 20.01 2016

L’esercito arabo siriano è rientrato nell’area di Al Dawa, ad ovest Palmira, dove sono in corso pesanti combattimenti contro l’ISIS.
Martedì le posizioni dell’ISIS nei dintorni di Palmira e nel sud est della regione di Homs, sono state massicciamente bombardate dai caccia di Mosca e da quelli di Damasco in almeno 15 sortite congiunte, con pesanti perdite inflitte alle milizie.
Stando ad Al Masdar News, le forze siriane una volta respinto l’assalto dell’ISIS agli impianti gassiferi di Al-Sha’ar hanno rapidamente riguadagnato il controllo del villaggio di Al Bayarat.
Nel giro di 5 giorni le forze armate siriane hanno così capovolto una possibile sconfitta in un aggressivo riposizionamento alle porte di Palmira.
Ad ogni modo, in questo momento il fronte è estremamente fluido e nessuna parte sembra poter prevalere sull’altra.
Infine è da segnalare l’operazione della fanteria a sud di Al Quaryatayn, che ha tagliato la principale linea di rifornimento dei miliziani verso il confine con l’Iraq; a questo punto l’ISIS può contare solo su un collegamento secondario con Palmira, una strada normalmente coperta dai raid dell’aviazione russa e in alcuni tratti dai tiri dell’artiglieria di Damasco.

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Aggiornamento del 18.01.2016

Dopo i precedenti successi dei combattenti dell’ISIS, le forze lealiste, come era ragionevole attendersi, hanno ripreso l’offensiva da terra, mentre l’azione dei cacciabombardieri russi e siriani non si è mai arrestata.
Gli aerei da guerra siriani hanno colpito le postazioni dell’ISIS presso l’antica città di Palmira e il villaggio di Keisin. La fonte militare siriana, ripresa dalla FNA segnala perdite nelle file nemiche e distruzione di mezzi. Precedenti rapporti parlavano di 13 miliziani uccisi ed altri feriti durante l’assalto dell’esercito siriano alle linee di difesa e roccaforti dell’ISIS nella parte orientale della provincia di Homs. In particolare, l’esercito ha attaccato le posizioni avversarie sulle montagne di al-Hayal e al-Maqale’eh sulla strada al-Bayarat – Palmira.

Maggiori eventi sono attesi presso l’antica città assira cristiana di Al Quaryatayn, laddove l’esercito avrebbe iniziato la preparazione dell’offensiva per la sua riconquista, dopo aver catturato le colline sovrastanti. Secondo alcuni analisti, la liberazione di Quaryatayn è necessaria per concentrare le truppe attualmente schierate in quell’area della provincia di Homs più ad est verso Palmira.

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Aggiornamento del 15.01.2016
Ieri, con un attacco su larga scala i combattenti dell’ISIS hanno conquistato il villaggio di al-Bayarat ad ovest di Palmira, che rappresentava la postazione più avanzata dell’Esercito siriano dopo gli scontri dei giorni scorsi. Dopo questo inatteso successo i miliziani hanno posto le basi per assediare le installazioni gassifere di Al-Sha’ar.
Questo significa che le forze siriane non sono più ad un paio di chilometri dall’ingresso occidentale della città e saranno necessari nuovi rinforzi per riproporre una massiccia offensiva tesa alla riconquista della città di Palmira e del suo patrimonio storico.

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Aggiornamento del 11.01.2016

“I raggruppamenti dell’ISIS nei dintorni di Wadi Abyad e al-Bayarat nella parte occidentale della città di Palmira sono stati pesantemente bombardati dai caccia siriani, con l’uccisione o il ferimento di molti terroristi e la distruzione dei loro veicoli militari”, ha comunicato oggi una fonte dell’Esercito siriano ripresa dall’agenzia iraniana Fars.
Nel frattempo, l’esercito siriano appoggiato dalle forze popolari (NDF) ha preso d’assalto le postazioni avversarie presso il villaggio di al-Sha’er vicino Palmira e ha respinto l’attacco dell’ISIS presso al-Bayarat. La fonte aggiunge che questi ultimi hanno subito un pesante numero di morti e gravi danni al loro equipaggiamento militare. Altri militanti sono rimasti sul terreno nell’area di Al Dawa, ad ovest di Palmira, da loro appena riconquistata.

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Aggiornamento del 09.01.2016

Intensi combattimenti sono in corso alla periferia occidentale di Palmira.
Media arabi riportano che i combattenti dell’ISIS hanno costretto le forze armate siriane a ritirarsi da due postazioni nell’area di Al Dawa, a nord-ovest. Queste notizie vengono riprese e amplificate da attivisti di Palmira (anti-governativi).
Nel frattempo si inizia a parlare di un possibile dispiegamento diretto di forze speciali russe per aiutare l’esercito siriano nella riconquista della città.
Le forze armate siriane, infatti, sono impegnate in numerosi fronti contro diverse formazioni islamiste, mentre la principale azione contro lo stato islamico si concentra nell’area della base aerea di Kuweires (ad est di Aleppo), frutto della maggior vittoria siriana dall’inizio del supporto aereo russo.

Nell’area dell’antica città assira di Al Quarytayn, invece, si sono registrati progressi a favore dell’Esercito siriano che, catturando le strategiche alture ad ovest, si è avvicinato alla città e potrebbe essere presto nelle condizioni di sferrare un massiccio attacco. Secondo alcuni analisti le operazioni ad Al Quarytayn sono propedeutiche per la riconquista di Palmira.

(Il fronte di Palmira, da una mappa di edmaps.com)

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Aggiornamento del 07.01.2016

Questa mattina la 67a brigata dell’esercito arabo siriano ha riconquistato il villaggio di Al-Barayat ad ovest di Palmira. I miliziani in fuga si sono diretti verso Palmira. L’area è sottoposta a continue incursioni aeree russe.
Nel frattempo sono segnalati ancora scontri nei dintorni di Al-Dawa.
Le forze siriane, che hanno ripreso iniziativa nei dintorni di Palmira, sono sempre in posizione di attesa per il lancio di un maggiore assalto alla città.
Gli attivisti di Palmira segnalano l’esecuzione di una persona da parte dell’Isis di cui si ignora l’identità.

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Aggiornamento del 06.01.2016

Dopo uno stallo durato alcuni giorni, sono ripresi i combattimenti nell’area a nord-ovest di Palmira. Dopo che lo Stato islamico ha lanciato una controffensiva intesa ad allentare la pressione esercitata dalle forze armate siriane, queste ultime hanno recuperato terreno riprendendo il controllo sul villaggio di Al-Dawa.
Oggi sono segnalati consistenti scontri presso le antiche cave di Palmira con l’esercito siriano impegnato nel tentativo di avanzare verso la città attraverso una nuova direttrice. L’attacco è appoggiato dalla forza area russa.
Nei giorni scorsi sono proseguiti i bombardamenti sulla città e negli immediati dintorni, alternati dal lancio di missili quando le condizioni meteo non consentivano il sorvolo degli aerei.
Ad est di Palmira, l’aviazione siriana, giorni fa, ha intercettato un lungo convoglio dell’ISIS distruggendone la gran parte.
La città di Palmira è strenuamente difesa dai miliziani dello stato islamico, e l’Esercito arabo siriano attende l’invio di ulteriori rinforzi e l’operatività di una più vicina base area, per lanciare l’assalto finale all’antica e strategica città siriana.

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Aggiornamento del 22.12.2015

Negli ultimi giorni sono stati registrati pesanti combattimenti alla periferia occidentale di Palmira e sulle vicine alture di Al Tarr, mentre le linee di contatto restano stabili tra esercito arabo siriano ed ISIS. Raid aerei condotti quasi senza interruzione sia da parte siriana che russa hanno colpito la città e i dintorni. Elicotteri Mi-24 russi sorvolano la zona dando la caccia alle postazioni dei militanti. Oggi è stato intercettato e distrutto dalle parti di Palmira un convoglio di 22 autocisterne cariche di petrolio.
Sul terreno la resistenza dei miliziani è tale che ufficiali siriani intervistati da Middle East Channel riferiscono che i combattenti ISIS sono duri, forti e altamente qualificati grazie alla loro lunga storia di scontri in Iraq e in Afghanistan. La loro forza però non sarebbe tanto basata sulla dottrina o fede ma dall’assunzione di particolari farmaci, riporta sempre Middle East Channel nel suo servizio.
Gli attivisti di Palmira, infine, segnalano il lancio di razzi di tipo grad contro obiettivi cittadini.

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(Il fronte di Palmira, dopo la cattura delle fattorie di Al Qadri. Mappa AGENSU)

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Aggiornamento del 19.12
Questa mattina l’esercito arabo siriano ha improvvisamente travolto le difese dell’ISIS ad ovest di Palmira, distruggendo vari mezzi militari e lasciando sul terreno diversi miliziani.
Attualmente le forze armate siriane si trovano a 400 metri dallo storico castello arabo di Palmira e a 2 Km dall’ingresso occidentale della città.
L’esercito regolare costituito dalla 67a brigata della 18a Divisione corazzata, le forze di difesa nazionale, e i loro alleati di due paesi confinanti vale a dire i combattenti libanesi Hezbollah e i paramilitarì sciiti iracheni, sono in attesa della stabilizzazione della situazione nella retroguardia (nell’area di Al Quaritaian) per poter avanzare nella città di Palmira.
Negli ultimi due giorni le cattive condizioni del tempo hanno impedito l’azione degli aerei russi. L’attacco di terra odierno ha colto impreparati i miliziani posti a difesa della città.
Subito dopo, gli elicotteri d’assalto russi Mi-24 hanno iniziato a bersagliare le postazioni ISIS nel perimetro di Palmira.

L’area di Palmira è strategicamente cruciale per le sorti della guerra e rappresenta un bastione per la propaganda jihadista. I miliziani dell’ISIS sono concentrati in diverse migliaia mentre i soldati siriani devono attualmente impegnare le proprie forze su diversi fronti.

Il sito archeologico di Palmira è incluso nella World Heritage List dell’UNESCO.

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Aggiornamento del 15.12

Il fronte di Palmira continua ad assere molto attivo, ieri pesanti combattimenti tra governativi e miliziani hanno interessato l’area ad ovest della città. L’agenzia Fars news segnala che nel villaggio di al-Baidha al-Gharbiaya a sud-ovest di Palmira, le truppe del governo siriano hanno respinto un attacco dell’ISIS, lasciando sul terreno decine di miliziani dopo un rapido contrassalto.
Oggi, caccia-bombardieri siriani hanno centrato un convoglio dell’ISIS proveniente da Raqqa e destinato a rinforzare le difese di Palmira, distruggendo la maggior parte dei mezzi.
Sulla città nuova (Tadmur) e immediati dintorni, si assiste giornalmente a bombardamenti da parte degli aerei russi che decollano dalla base di Hmeymim presso Latakia.
I bombardamenti sono confermati dagli attivisti (anti-Assad) di Palmira che nella sola data del 6 dicembre riportano oltre 50 raid. Le temperature sono calate e gli 8 gradi nel deserto siriano rappresentano un problema per le vittime civili delle azioni militari, segnalate continuamente dagli attivisti che ieri hanno pubblicato un documento che attesta la creazione di un Comitato locale.
I reporter presenti in zona al seguito delle forze governative assedianti segnalano, invece, l’eliminazione di diversi miliziani dello stato islamico.
Nel frattempo proseguono i lavori presso l’aeroporto di Al Sha’ayrat nel governatorato di Homs che, nei piani militari, dovrebbe consentire un più preciso e veloce appoggio aereo per ridurre le perdite nel previsto assalto finale alla città. Lavori sono segnalati anche presso la base aerea T4 che dovrebbe ospitare, a breve, due squadroni aerei iraniani.
Nei giorni scorsi sono stati avvistati in zona 60 fanti di marina russi, che dovrebbero dar manforte alle unità militari siriane.

Anche al fine di alleviare la pressione su Palmira, l’ISIS ha concentrato le sue forze ad ovest, nell’area di Al Quraitain, sempre in territorio dell’ampio governatorato di Homs. Alle 10 di questa mattina i miliziani hanno sferrato un poderoso attacco sulla città assiro-cristiana di Sadad. Dopo 6 ore di incessanti combattimenti le forze di difesa locali hanno respinto l’assalto lasciando sul campo 20 terroristi uccisi. Probabile la ripresa degli assalti nelle prossime ore, mentre sono segnalati anche su questo fronte raid aerei da parte dei bombardieri russi.

Gli eventi di Palmira continuano a suscitare interesse nel mondo della cultura e delle scienze. Mikhail Piotrovsky direttore dell’Hermitage, ha dichiarato che il Museo dispone di reperti provenienti da Palmira e sta raccogliendo materiale per contribuire alla ricostruzione della città antica.
Intanto l’unione astronomica internazionale (IAU) ha approvato la denominazione di Tadmor (Palmira) del pianeta Errai B (Gamma Cephei B).

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Aggiornamento del 30.11

Fonti interpellate da Al Rai Media rivelano che si attende l’apertura di un secondo scalo militare in Siria per le forze aerospaziali russe ad Al Sha’ayrat, a sud-est di Homs. L’utilizzo di questo aeroporto, permetterà agli aerei russi di bersagliare con maggiore efficacia i due fronti della zona, quello della città cristiana di Al Qariatain e quello di Palmira/Tadmur, al fine di ridurre il più possibile le perdite durante gli assalti delle forze presenti sul terreno. E’ previsto un dispiegamento militare di una certa consistenza, pari a 100 aerei da combattimento più una brigata di 1000 effettivi. Lo scalo di Al Sha’ayrat è dotato di pista di 2-3 km e di 45 hangar fortificati per riparare mezzi e personale.

In serata attivisti di Palmira segnalano, nella sola giornata di oggi, 40 raid russi su Palmira e dintorni. Intanto, 18 uomini, in maggioranza soldati siriani catturati durante gli scontri, sono stati pubblicamente giustiziati dall’ISIS.

Le forze siriane avanzano anche verso la città cristiana di Al Quraitain sempre a sud-est del governatorato di Homs.

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Aggiornamento del 27.11

L’esercito siriano ha sventato oggi il tentativo delle forze del Daesh di contrattaccare presso Yul-Sahri nelle vicinanze di Palmira. Nei dintorni della città l’Aeronautica militare della Federazione Russa colpisce postazioni dei militanti.

(Il fronte est di Homs, particolare intorno a Palmira / Tadmur. Elaborazione immagine tratta da Al Masdar news)

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Aggiornamento del 23.11 – 24.11

La battaglia di Palmira si è intensificata nelle ultime ore. Le forze regolari siriane, appoggiate dai combattenti Hezbollah e dai paramilitari iracheni, come anticipato negli scorsi aggiornamenti, spingono da più direttrici verso l’antica città di Palmira.
Domenica mattina la battaglia si è concentrata attorno alle fattorie di Al Qadri ad ovest della città. Dopo aspri scontri fra l’esercito siriano e i miliziani dell’ISIS, i primi sono riusciti ad impossessarsi completamente del luogo.
Le aziende agricole di Al Qadri sono posizionate a 2 km dalla Villa reale del Qatar, trasformata in una roccaforte dai miliziani e ad appena 4 km dall’accesso occidentale di Palmira. I reporter al seguito dell’esercito governativo riferiscono come, da una collina sovrastante l’autostrada Homs-Deir Ezzor, i militari siriani possono osservare nitidamente il quartiere occidentale del centro cittadino.
Il giornale Al-Masdar registra anche gli scontri in corso sulle alture di Hayyan, site a sud ovest della città, che in queste ore sono state in buona parte recuperate dai siriani.
Dal momento che le forze regolari hanno guadagnato terreno a nord attraverso le cave di Palmira, ad ovest attraverso l’autostrada e a sud sulle montagne di Hayyan, l’attacco alla città potrebbe partire attraverso tre direttrici.
I progressi del 550° reggimento dell’esercito e della 67a Brigata della 18a divisione corazzata siriana sono resi possibili dai continui raid aerei e dall’azione coordinata degli elicotteri d’attacco russi che stanno fornendo importante aiuto militare sui numerosi fronti aperti in Siria.

L’antica città di Palmira è un sito di grande importanza archeologica ed è considerata Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.


(Il presidente siriano Assad intervistato dalla RAI,
immagine agenzia SANA)

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Aggiornamento del 18.11

Questa mattina le Forze tigre (unità d’elite dell’esercito siriano) hanno fatto irruzione nelle antiche cave di Palmira, site a nord della città, al fine di alleviare la pressione dei miliziani dell’ISIS sui reparti dell’esercito impegnati nell’avanzamento verso la città. Attualmente le forze siriane avrebbero catturato il perimetro settentrionale di questo storico sito, dal quale i palmireni ricavavano la pietra per la costruzione dell’antica città, come appare negli studi di Khaled Asaad.
Mentre le Forze tigre avanzano verso sud attraverso il villaggio di Al-‘Amariyah a nord di Palmira, un drone russo avrebbe ripreso decine di miliziani abbandonare l’area.
Nel frattempo, sono arrivati al fronte di Palmira anche reparti di temutissimi Hezbollah libanesi, che vanno a completare uno schieramento multinazionale che affianca l’esercito regolare: questi combattenti sono paramilitari siriani, iracheni e appunto libanesi. Altre fonti raccolte da agenzie mediorientali, confermano che decine di miliziani dello stato islamico presenti a Palmira e nelle zone limitrofe, alla notizia dell’arrivo di combattenti Hezbollah stanno lasciando l’area a gruppi.


(Palmira)

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Aggiornamento del 17.11

Media arabi riferiscono che nella giornata di oggi un contingente di 400 paramilitari iracheni è giunto nell’area delle operazioni di Palmira ed altri rinforzi sono attesi nelle prossime ore. Questi uomini vanno a rafforzare l’assetto militare in vista del sempre più probabile assalto alla città, attualmente difesa dalle forze dello Stato Islamico. Questo schieramento comprende il 550° reggimento e la 67a brigata della 18a divisione carri dell’esercito siriano, oltre alle brigate del deserto ed altri gruppi volontari, mentre l’appoggio aereo è assicurato dall’aviazione russa.
Intanto da Mosca, arriva la conferma dell’offensiva delle truppe di Damasco su Palmira, che sembra così entrare nella sua fase decisiva.

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Aggiornamento del 16.11

Le forze armate siriane hanno riconquistato oggi la strategica collina della SyriaTel (telecomunicazioni) e le pendici occidentali del monte Taar presso Palmira. Nel frattempo, la 67a brigata dell’esercito e forze alleate hanno effettuato ulteriori avanzamenti nei villaggi di Al-Tamtheel e Al-Kassarat ad ovest di Palmira.

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Articolo originale del 11.11.2015

Il 21 maggio l’opinione pubblica italiana, sempre attenta ai beni culturali di cui l’Italia è testimonianza in tutto il mondo, viene interessata dalla notizia della cattura da parte delle forze dell’ISIS di una città nel deserto della Siria, già colonia romana, ricca di testimonianze storiche di indubbio valore.
Palmira, la Perla del Deserto, corre seri pericoli per la conservazione dei suoi monumenti: non si fa mistero che i miliziani islamici, tra Siria ed Iraq, hanno operato precise distruzioni di monumenti ed antiche testimonianze.

Con la sconfitta delle unità militari siriane, costrette a riparare ad ovest nella provincia di Homs, le forze del Califfato occupano sia la città nuova che le rovine, tesoro inestimabile, meta della visita di migliaia di turisti prima che la guerra insanguinasse quella che era una delle nazioni maggiormente sviluppate del Medio Oriente.

Nelle settimane successive le notizie della distruzione di templi, spesso rilanciate con filmati dai network degli stessi jihadisti, fanno il giro del mondo. E non mancano rapporti di esecuzioni del personale militare catturato e di civili effettuate persino presso le rovine. E così suscita enorme emozione la scomparsa di Khaled Asaad, 82 anni, uno dei principali studiosi delle antichità siriane e per quasi mezzo secolo direttore del sito archeologico, decapitato per essersi rifiutato di fornire informazioni sulla destinazione di reperti una volta conservati nel locale museo.

Se templi come quelli di Baalshamin, di Bel e l’Arco di trionfo risultano interamente distrutti ed altri monumenti attualmente minati, si susseguono le dichiarazioni di esperti che prevedono di ricostruire, in qualche modo, i beni distrutti attraverso tecniche informatiche 3D, mentre altri studiosi ripongono le speranze in futuri scavi considerando che solo una parte dell’impianto urbanistico è stato sinora riportato alla luce. Le distruzioni operate a Palmira e presso altri siti ha spinto recentemente l’Italia a chiedere, con successo, l’istituzione di una unità di caschi blu dell’ONU destinata alla sicurezza dei siti archeologici anche sull’esperienza del nostro prestigioso Nucleo Tutela dei Beni culturali dei Carabinieri.

Nel frattempo, l’unica reale speranza per recuperare la città prima della possibile distruzione è riposta unicamente in una precisa forza militare, che non può essere occidentale dal momento che sul terreno non sono presenti truppe di terra. Questa forza militare è naturalmente quella del governo di Bashar Al Assad: l’Esercito Arabo Siriano appoggiato dalle forze di difesa nazionale (NDF) e da altri gruppi volontari, posizionato nell’estate a 10 km ad ovest dalla città. Tra luglio ed agosto l’esercito ottiene modesti avanzamenti sul terreno, le operazioni sono rese proibitive dalle difficoltà climatiche. La milizia islamica, invece, anche approfittando di una tempesta di sabbia che avvolge gran parte della Siria, cattura nelle vicinanze anche gli impianti petroliferi di Jazal impegnando duramente l’esercito regolare nelle operazioni di riconquista delle infrastrutture e nel riposizionamento verso la città.

Finalmente, tra il 21 e il 24 settembre le Forze Tigre, unità speciali dell’Esercito siriano, appoggiate dall’aviazione militare, riescono a conquistare le alture sopra Palmira compresa l’installazione delle telecomunicazioni (Tal Syrian Tel) ed il castello arabo a pochi passi dalla città. Tuttavia, il guadagno territoriale ha breve durata quando un commando dell’ISIS recupera le colline costringendo i reparti siriani ad attestarsi sulle precedenti posizioni a 10 km ad ovest di Palmira.

Ad ottobre nuova linfa ai militari siriani è fornita dall’ingresso nel complesso scenario siriano delle Forze Aerospaziali russe che bersagliano le postazioni del Califfato nel cosiddetto triangolo di Palmira, in particolare tra il 7 e l’8 ottobre, e nuovamente nelle settimane seguenti. In questi giorni le operazioni di terra sono riprese con nuovo vigore e nelle ultime ore ingenti rinforzi governativi sono giunti da Homs al fronte nel deserto.

Nella giornata di lunedì l’intervento degli elicotteri d’assalto russi Mi-24 e il continuo lancio di missili grad e colpi di artiglieria da parte delle forze di terra, ha portato l’Esercito arabo siriano ad attestarsi a pochi km dalla città. L’indiscussa importanza strategica di Palmira sulla strada da Damasco a Deir Ezzor sull’Eufrate risulta di cruciale importanza per l’evoluzione della guerra, anche considerata la vasta eco della vittoria riportata martedì dall’esercito siriano sul fronte di Aleppo con la liberazione dall’assedio della base aerea di Kuweires durato oltre due anni.

Nel frattempo le forze dell’ISIS tentano di alleviare la tensione su Palmira attaccando la città cristiana di Sadad: tuttavia le agenzie riportano la strenua difesa delle forze locali appoggiate dalle truppe governative giunte in soccorso. Il continuo susseguirsi di notizie di combattimenti in corso alla periferia di Palmira dimostra che siamo in vista della battaglia forse decisiva per le sorti della Perla del Deserto.

Angelo Gambella

Attualità, International

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La guerra cognitiva nella riflessione strategica francese contemporanea

giovedì febbraio 21, 2013

Nella prima parte del volume, l’autore ha voluto porre l’enfasi sia sugli aspetti maggiormente significativi della disinformazione (componente fondamentale della guerra cognitiva e più in generale della guerra psicologica) alla luce dei paradigmi interpretativi di Philippe Baumard, Loup Francart, Francois Géré sia sulla guerra cognitiva tout court nell’ottica interpretativa della École de guerre économique facendo riferimento ai contributi determinanti di Christian Harbulot, Didier Lucas e Alain Triffau sottolineando altresì come proprio la riflessione sulla guerra cognitiva e sulla intelligence economica abbia messo in evidenza la pericolosità dei movimenti sociali antagonisti nei confronti delle imprese.

Nella seconda parte, l’autore ha illustrato le modalità di sovversione contro informativa poste in essere da associazioni antagoniste ai danni delle imprese nella ricostruzione puntuale di Alain Tiffreau e Didier Lucas.

Nella terza parte, dopo aver sommariamente indicato i principali contributi della sociologia dei movimenti sociali con particolare riferimento ad autori italiani – disciplina questa che per prima ha saputo comprendere con chiarezza, indipendentemente ed autonomamente dalla École de guerre économique, le modalità operative dei movimenti sociali ed, in particolare del movimento alterglobal,con la finalità ora esplicita ora implicita di legittimarne metodi e finalità – l’autore ha interpretato il modus operandi del movimento alterglobal e dell’antagonismo pacifista facendo riferimento alle riflessioni di Gèrè, Francart, Jean- Luc Marret, François Ludovic e Huyghe François-Bernard sottolineandone la pericolosità per le istituzioni politiche e militari, pericolosità che viene troppo spesso sottovalutata o ignorata del tutto dai think tank nostrani, ma che al contrario è stato oggetto di accurate analisi non solo francesi ma anche da parte della Rand Corporation con i celebri lavori di Arquilla e Ronfeldt. Al di là dei numerosi esempi riportati nel saggio in relazione ai processi di destabilizzazione politica ed economica posti in essere dalle ong e dai movimenti alterglobal, sia sufficiente – a dimostrazione ulteriore di quanto affermato – porre la nostra attenzione sulla efficacia della campagna contro informativa attuata dal Centro Nuovo Modello di sviluppo (diretto da Francesco Gesualdi allievo di Don Lorenzo Milani) nei confronti della Del Monte, campagna che – a ragione – ebbe risonanza mondiale.
In ultima analisi siamo persuasi che l’analista di intelligence debba essere in grado da un lato di utilizzare con versatilità diversi approcci metodologici – per esempio quello della sociologia dei movimenti sociali, della guerra cognitiva francese o quello di Arquilla e Ronfeldt – per analizzare i movimenti antagonisti e dall’altro lato debba predisporre le necessarie contromisure a salvaguardia delle istituzioni politiche, militari ed economiche.

Sommario
Il volume affronta per la prima volta in Italia in modo ampio la riflessione strategica francese sulla guerra cognitiva.

Riferimento Internet: Cestudec.com

Biografia
Giuseppe Gagliano si è laureato in Filosofia presso l’Università Statale di Milano. Attualmente è Presidente Cestudec (Centro Studi Strategici Carlo De Cristoforis) e collabora con la «Rivista Marittima», l’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie, la Glocal University Network, la Società italiana di Storia militare, il Centro de Estudos em Geopolítica e Relações Intenacionais (Brasile), il Centre Français de Recherche sur le Renseignement (Francia), il Sage International (Australia), il Terrorism Research Analysis Consortium (Usa), Geostrategic Forecasting (Usa), l’International Journal of Science (Inghilterra). E’ autore di numerosi saggi e di articoli in lingua inglese e francese.

Gagliano Giuseppe, La guerra cognitiva nella riflessione strategica francese contemporanea, Edizioni Scientifiche Tangram, pagg. 214, 2012.

CESTUDEC

Libri, International

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Stage formativo per i giovani giuliano-dalmati

lunedì settembre 22, 2008

Iniziato stamattina l’XI stage formativo-culturale per i giovani giuliano-dalmati nel Mondo
Sono 15 i giovani partecipanti allo Stage formativo-culturale nel Friuli Venezia Giulia giunto quest’anno all’XI edizione e destinato ai giovani discendenti da famiglie di origine giuliana, fiumana, istriana e dalmata provenienti da Australia, America Latina, Nord America (Usa e Canada) e Sud Africa.
Stamattina hanno avuto un primo incontro presso la sede dei Giuliani nel Mondo, Associazione che promuove l’iniziativa, per conoscersi ed apprendere i dettagli ma soprattutto i significati della loro permanenza in regione e territorio limitrofe per le prossime due settimane.
Per l’Associazione Giuliani nel Mondo, che promuove questi incontri con il contributo della Regione FVG, tali iniziative costituiscono un appuntamento annuale di notevole importanza, soprattutto per l’apprezzamento riscosso da parte dei giovani partecipanti, per la loro specifica finalità cioè quella di favorire una maggiore conoscenza dell’ambiente, della storia, della cultura e dell’arte, delle tradizioni popolari della Venezia Giulia e dell’Istria. I giovani partecipanti hanno modo di conoscere la realtà delle istituzioni, delle amministrazioni e della sfera sociale ed economica di Trieste, Gorizia, Udine e, in generale, del Friuli Venezia Giulia.
Roberta Fidanzia

International, Formazione

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Comunicazione Intercultura Missione

domenica maggio 4, 2008

Giovedì 15 maggio, alle ore 10, presso l’Aula Magna della Pontificia Università Urbaniana, si svolge il Convegno Internazionale "Comunicazione Intercultura Missione" con esperti del mondo della comunicazione nel contesto sociale contemporaneo, con particolare riguardo agli ambienti della
missione e della multiculturalità. Specialisti provenienti da contesti europei, africani, asiatici e latinoamericani condivideranno con il pubblico le loro esperienze di lavoro e di vita. Al convegno, introdotto dal saluto di monsignor Ambrogio Spreafico, Rettore dell’Università Urbaniana, e monsignor Claudio Maria Celli, Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, partecipano Bruno Vespa, noto giornalista Rai, il professor Luca
Pandolfi, antropologo, direttore del Centro di Comunicazioni Sociali dell’Università Urbaniana, e Mariano Benni, direttore dell’Agenzia Misna.
Offriranno la loro esperienza internazionale il professor Jacob Srampickal direttore del Centro Interdisciplinare sulla Comunicazione Sociale della Pontificia Università Gregoriana, la professoressa Maria Graça Almeida del Combonifem network, la professoressa Paola Moggi di Radionetwork Juba del Sudan, e infine la professoressa Maria Teresa Lerner, docente di
Linguaggio Giornalistico nell’Università de Buenos Aires.
Al termine della giornata di lavoro si svolgerà un workshop con di presentazione del Master in Comunicazione Sociale nel Contesto Interculturale e Missionario con l’introduzione ai due profili di specializzazione: Stampa e Comunicazione Istituzionale e
Comunicazione Audiovisiva e Multimediale.
Roberta Fidanzia

Convegni, International

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Gis e studio della Moschea del Venerdì di Isahan

sabato maggio 3, 2008

Si terrà all'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente di Roma una conferenza dedicata alla moschea del Venerdì di Isfahan. Il relatore sarà il professor Bruno Genito dell'Università degli Studi di Napoli, L'Orientale, direttore della Missione Archeologica in Iran

Martedì 6 maggio, alle ore 17:00 nella Sala Conferenze (via Ulisse Aldrovandi, 16 - quartiere Parioli - Roma) si terrà la conferenza ‘Gis e studio della Moschea del Venerdì di Isahan: il monumento, lo scavo e l'archivio’. Ad illustrare gli aspetti, i risvolti, i primi risultati e a fare il punto della situazione sarà il professor Bruno Genito, direttore della missione archeologica in Iran. Presiederà l'incontro il professor Gherardo Gnoli, Presidente dell'ISIAO.

Quello di martedì 6 maggio sarà il quinto appuntamento del ciclo di conferenze ‘Archeologia italiana in Asia e Africa. Le missioni dell'Isiao’ organizzato dell'Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente per conoscere e valutare, nella loro interezza, le attività di scavo e di studio delle missioni archeologiche che l'Istituto promuove e sostiene in varie zone dell'Africa e dell'Oriente.

La Missione Archeologica Italiana ad Isfahan ha una storia ultra trentennale. I primi lavori cominciarono intorno al 1970 del secolo scorso grazie al contributo dell'allora Organizzazione Nazionale per la Conservazione dei monumenti d'Iran (attuale Ente Iraniano per il Patrimonio Culturale, Turistico e dell'Artigianato) e dell'Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente (Ismeo) sotto la direzione del professor Umberto Scerrato dell'Istituto Universitario Orientale di Napoli (ora Università degli Studi di Napoli, L'Orientale).
Roberta Fidanzia

Archeologia, International

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