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AGENSU :: Agenzia d'informazione telematica per la storia e le Scienze Umane

Online il numero 52 di Storiadelmondo · 7 aprile 2008, 20:56 by Angelo Gambella

E' stato pubblicato oggi il numero 52 di Storiadelmondo, periodico telematico di Storia e Scienze Umane diretto da Roberta Fidanzia, con questo indice:

Angelo Gambella, I Seminari di Marzo di MIP e SISAEM.

Luca Giambonino, Rari bronzi tardo imperiali. Dall'imperatore Valentiniano I all'augusta Zenonis.

Aldo C. Marturano, Novgorod la grande.

Gennaro Tedesco, L'Europa della Resturazione.

La rivista è di pubblico accesso all'indirizzo http://www.storiadelmondo.com

Il prossimo numero è in calendario per il 21 aprile.

Il 51° numero di Storiadelmondo · 31 dicembre 2007, 09:52 by Roberta Fidanzia

Questo l'indice del numero 51 di Storiadelmondo

Raffaela Tortorelli, Il monachesimo italo-greco e gli insediamenti rupestri (secc. X-XII) nell'area appulo-lucana. L'esperienza monastica greca e i rapporti con il monachesimo benedettino in Puglia e nell'Italia meridionale.

Angelo Gambella, I monasteri di S. Salvatore di Alife e di S. Maria in Cingla in età normanna e sveva.

Luigi Russo, Capua agli inizi del XIX secolo. Studi sul catasto provvisorio.

Gennaro Tedesco, I problemi dell'Italia post-unitaria.

The Art of the Franciscan Order in Italy di W. R. Cook · 17 dicembre 2007, 12:55 by Roberta Fidanzia

Recensione a William R. Cook (a cura di), The Art of the Franciscan Order in Italy

Il volume qui presentato è uno splendido esempio di come uno studio multidisciplinare possa portare luce su uno degli aspetti più controversi della storia del movimento francescano.
Fin dalle origini, infatti, il Francescanesimo ha professato la sua totale devozione all’ideale di povertà, sulla scia dello straordinario e nobilissimo esempio del Santo patrono d’Italia. L’Amore per Madonna Povertà è stato lo scopo sublime di Francesco ed il motore propulsore dell’Ordine.
Per questo motivo, spesso, francescani delle origini e critici più o meno contemporanei, hanno opposto all’esplosione della magnificenza dell’arte francescana, una strenua ed agguerrita resistenza, invocando una sorta di condanna verso l’estasi estetica dell’espressione artistica, nella quale vedevano la celebrazione della materialità e la contraddizione del sublime ideale.
Soprattutto, infatti, vedevano al suo interno il rifiuto palese, evidente, inaccettabile, del motivo fondativo dell’Ordine stesso. L’esaltazione della corporeità, della fisicità, ma soprattutto della ricchezza della celebrazione contrastava, secondo le interpretazioni più restrittive, con l’aspirazione ascetica alla povertà. L’amata Povertà di Francesco si scontrava con la ricchezza splendente dell’arte che ne celebrava la vita, la missione e la santità.
Questo volume di saggi, realizzato da studiosi statunitensi e britannici, presenta un’interessantissima panoramica sull’arte francescana nel tardo medioevo e nella prima età moderna in Italia, rivalutando completamente l’opera, il significato e la missione della medesima.
Attraverso la lettura dei vari saggi ivi proposti, si giunge ad una visione interdisciplinare della problematica in esame e, soprattutto, si evince che il rifiuto della bellezza estetica e della sontuosità dell’arte francescana nasce da un errore interpretativo fondamentale, che in questa sede si tenterà di contribuire a chiarire.
A partire dalla costruzione della Basilica d’Assisi, luogo in cui riposano le amate spoglie del ‘sole d’oriente’, l’Ordine francescano ha subito un movimento tellurico al suo interno, scindendosi in due correnti di pensiero opposte. La prima, appunto, che ha rifiutato tale fastosità, asserendo motivazioni ideali di conformità all’esempio del Santo. La seconda, che, di contro, ha sostenuto l’elaborazione meravigliosa dell’arte francescana, evidenziando come, nello stesso spirito di Francesco, regnasse l’ideale di esaltazione della bellezza del Creato e, necessariamente consequenziale, del suo Creatore.
La perfezione estetica dell’arte francescana non è celebrazione dell’uomo, non è auto-celebrativa ed auto-referenziale, è celebrazione del Signore, celebrazione della sublime bellezza del Creatore del cielo e della terra, e del Creatore dell’uomo, che a Lui deve ogni cosa.
È esaltazione della Sua grandezza, della Sua generosità, della Sua volontà di Bene e Bellezza. Il senso estetico è anche divulgazione della religione, dei dogmi, della fede. Attraverso le immagini della vita di Cristo e della vita di Francesco, anche gli illetterati avevano la possibilità di conoscere gli elementi fondamentali della religione cristiana.
La prima espressione sublime d’arte francescana l’ha offerta lo stesso Francesco con la rappresentazione del Presepe. La nascita del Salvatore, di Colui che si fa uomo, piccolo, umile, bisognoso, povero tra i poveri, eppure più potente di tutti i potenti. È la celebrazione dell’Amore, quell’Amore universale, nel senso che copre ed avvolge ogni creatura ed ogni schiera e che deriva dall’Unico motore della vita che è Dio. È teologia allo stato puro. Com’è teologia l’arte francescana. La costruzione della Basilica è glorificazione di Francesco, del povero Francesco, che ha amato Dio al di sopra di ogni cosa e che ha ripercorso la vita di Cristo, del Figlio salvatore. Dunque, non è rievocazione dell’uomo Francesco, ma del Santo di Dio: è esaltazione di Dio stesso. E lo stesso Francesco insegnava che per il Gran Signore, per il Gran Re, dovevano essere disposti tutti gli onori. Questo è il Poverello: il cavaliere del Gran Re, l’araldo del Gran Signore. Il suo è un ideale intriso di cavalleria, non la cavalleria di Don Chisciotte e Sancho Panza, ma la cavalleria medievale, la vera cavalleria, quella che aveva per ideale il Cristianesimo, il Cristo, Iddio. Non il giullare senza cultura, il burlone, il fanfarone che ce l’aveva con i ricchi ed i potenti, come la più mediocre vulgata lo diffonde, soprattutto ai giorni d’oggi.
Si sbaglia se non si vede in Francesco l’esempio tangibile dell’uomo medievale; si sbaglia se non si vede nell’esaltazione artistica francescana l’esaltazione del Creatore, una sorta di celebrazione della Messa, che è la celebrazione del Signore, alla portata di tutti. Chiunque può ‘leggere’ la Bibbia, chiunque può ‘leggere’ il Vangelo ed ognuno può ‘leggere’ dell’esempio dell’uomo che lo ha seguito nel più piccolo dettaglio. Attraverso gli affreschi, i dipinti, le raffigurazioni dei miracoli, le rappresentazioni degli episodi salienti della vita del Santo, ognuno può conoscere il Cristianesimo.
È chiaro che vi sarà chi ‘legge’ ad un primo livello, solo esperienziale, superficiale; chi ‘legge’ ad un livello storico ed interpretativo e chi ‘legge’ ad un terzo livello, che è quello filosofico e teologico. Ma l’elemento fondamentale è che la lettura al primo livello è accessibile a tutti quanti vogliano farlo.
L’arte francescana, quindi, è stata veicolo di divulgazione dell’opera di Francesco e del Vangelo di Cristo, ma anche strumento di elevazione, individuale e collettiva. Ha avuto influenze in ogni campo in Italia, ma anche all’estero.
Come l’opera somma di Dante, la Commedia, è arte francescana. È percorso di salvazione, visione sublime e salvifica del Divino. Non farsa strumentale e politica nel senso più bieco. La Commedia è la vita dell’uomo; rappresenta, come il francescanesimo e quindi come la sua arte, la possibilità per l’uomo di raggiungere il sommo Bene, attraverso la fede, attraverso il credo nei principi del Cristianesimo, che grazie a quest’arte sono stati resi accessibili, splendenti e non tetri, portatori di luce e non di tenebra, vivificanti nel nome di Dio e di Cristo, donatori di vita.

L’attenzione del volume è concentrata sull’Italia fino al XV secolo ed è documentata da un abbondante apparato iconografico, in parte in bianco e nero, ed in parte a colori, che rende perfettamente l’idea della linea degli Autori ed offre un tangibile esempio di quanto da essi sostenuto nei propri studi, siano essi studi storici in senso stretto, di storia dell’arte, di critica letteraria e di teologia.

Per pura utilità del Lettore, si riporta l’indice dei contenuti del Volume:

Donald Cooper, “In loco putissimo et firmissimo”: The Tomb of St. Francis in History, Legend and Art

Janet Robson, The Pilgrim’s Progress: Reinterpreting the Trecento Frasco Programme in the Lower Church at Assisi

Daniel T. Michaels, The Exterior Facade of the Basilica of St. Francis in Assisi

Marylin Aronberg Lavin, Cimabue at Assisi: The Virgin, the ‘Song of Songs’, and the Gift of Love

Thomas de Wessolow, The Date of the St Francis Cycle in the Upper Church of San Francesco at Assisi: The Evidence of Copies and Considerations of Method

Beth A. Mulwaney, The Beholder as Witness: The ‘Crib at Greccio’ from the Upper Church of San Francesco, Assisi and Franciscan Influence on Late Medieval Art in Italy

Ronald B. Herzman, ‘I Speak not yet of Proof’: Dante and the Art of Assisi

Gregory W. Ahlquist and William R. Cook, The Representation of Posthumous Miracles of St. Francis of Assisi on Thirteenth-Century Italian Painting

Nancy M. Thompson, Cooperation and Conflict: Stained Glass in the Bardi Chapel of Santa Croce


William R. Cook (a cura di), The Art of the Franciscan Order in Italy, Brill, Leiden – Boston, 2005, pp. xxi, 297, 52 pp. tavv. b.n., 47 pp. tavv. col.

Il 50° numero di Storiadelmondo · 17 dicembre 2007, 07:51 by Roberta Fidanzia

Il 50° numero di Storiadelmondo segna un importante traguardo, segnato da bellissimi momenti di confronto e da numerosi riconoscimenti. Al contempo, esso segna un altrettanto importante punto di partenza, di ri-partenza. Punto dal quale è possibile osservare quanto già fatto e farne tesoro - l'esperienza è la più grande maestra! - ed è possibile, entusiasmante direi, spingere lo sguardo più lontano verso altri traguardi, altri risultati, che spero vedranno sempre i nostri stimati Lettori partecipi e presenti.

Storiadelmondo si va sempre di più affermando in ambito scientifico, costanti e numerose sono le richiesta di pubblicazione di articoli, saggi e recensioni nella nostra rivista. Un esempio è il primo saggio di questo numero curato da Vittoria Fumagalli" Il fascismo lecchese negli anni del consenso".

Seguono Gennaro Tedesco con "Gli aspetti tecnologici del dominio bizantino" ed Elena Percivaldi con ''Il paradiso in terra''. I giardini medioevali alla Rocca Borromeo di Angera.

In conclusione la scrivente propone la recensione dell'interessantissimo volume a cura di William R. Cook "The Art of the Franciscan Order in Italy".

(Roberta Fidanzia)

Medioevo Alifano · 3 dicembre 2007, 17:10 by Redazione

Con uno studio storico sulla Diocesi di Alife, proseguono le pubblicazioni di Storia Medievale edite da Drengo.

"Medioevo Alifano" è uno studio che analizza la Storia di un territorio che raggiunse enorme importanza in età normanna e particolarmente nella prima metà del XII secolo. Si tratta di trecentocinquanta pagine fitte di narrazione dettagliata e documenti originali che raccontano la Storia dell'intera Diocesi di Alife (nell'odierna provincia di Caserta), dalla caduta dell'Impero romano ai Longobardi, dai Normanni agli Svevi, fino agli angioini. Con sedici splendide tavole a colori di Miniature e Pergamene tratte da archivi di mezza Europa.

La pubblicazione esce sotto gli auspici della Società Internazionale per lo Studio dell'Adriatico nell'Età Medievale, con il concorso del Medioevo Italiano Project. Presentata in anteprima a Più Libri Più Liberi il 6 dicembre è ora in libreria.

Dalla Presentazione di Roberta Fidanzia (Dottore di Ricerca, Università degli Studi di Roma "La Sapienza"):
Alife medievale, nella ricostruzione dettagliata e documentata dell'Autore, torna a vivere in queste fitte pagine di storia politica, sociale, religiosa, raccontate con uno stile moderno, ma allo stesso tempo, attento alla prosa narrativa che non perde di vista la specificità dell'opera di ricerca professionale.
Tanti sono i protagonisti del volume. Tra tutti emerge e splende Rainulfo II, conte di Alife e fautore di pace ed indipendenza politica dall'invadente Regno di Sicilia.
Grazie a Rainulfo, Alife si fa portatrice e sostenitrice di profondi ideali di libertà e di Cristianità, rappresentati in particolar modo dalla traslazione delle spoglie di Papa Sisto I dal Vaticano al suo territorio, dove tuttora riposano e sono care al culto dei cittadini.
La città di Alife è una fucina di eventi che scorrono tra le righe del volume, che si presenta corredato da un apparato di approfondimento molto ampio e da tavole geografiche e fotografiche importanti e a volte edite per la prima volta in quest'occasione. Non potrà sfuggire al Lettore più attento, infatti, la presenza di due riproduzioni di vedute alifane del Settecento ed alcune interessantissime riproduzioni di pergamene originali recanti il sigillo del grande Rainulfo. Alcuni documenti giunti d'oltre confine e dal Vaticano completano l'apparato iconografico rendendo ancor più affascinante la storia di questo lembo d'Italia nel Medioevo.

Scheda:

Angelo Gambella
Medioevo Alifano. Potere e Popolo nello Stato Normanno di Alife
Collana: Studi Storici sul Medioevo Italiano
Drengo, Roma 2007.
Pagine 350 + XVI tav. a colori. Euro 25.00
ISBN-13 978-88-88812-18-2

Angelo Gambella
Presidente del Medioevo Italiano Project, ha all'attivo la pubblicazione di opere di carattere storico, segnatamente sull'Italia meridionale normanna, e di numerosi articoli per testate telematiche e a stampa. Editore ed imprenditore, è impegnato nell'ICT e, particolarmente, nell'applicazione dell'Informatica alle Scienze Umane, sia da un punto di vista propriamente direttivo ed amministrativo, sia da un punto di vista più strettamente tecnico e specialistico. Comprende fra le specifiche competenze ed esperienze la realizzazione di siti web tematici e lo sviluppo di iniziative di ricerca storica.
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